Traffico e smaltimento illegale di rifiuti in centro Eni di Viggiano, indagato compagno della ministra Guidi

Cinque funzionari e dipendenti del centro oli di Viggiano (Potenza) dell’Eni – dove viene trattato il petrolio estratto in Val d’Agri – sono stati posti agli arresti domiciliari dai carabinieri per la tutela dell’ambiente perché ritenuti responsabili, a vario titolo, di “attività organizzate per il traffico e lo smaltimento illecito di rifiuti”. Fra gli indagati, anche Gianluca Gemelli, imprenditore e compagno della ministra dello sviluppo economico Federica Guidi.

L’efficace attività operativa del Noe ha permesso ancora una volta di fare chiarezza in una vicenda relativa all’attività organizzata per il traffico e lo smaltimento illegale dei rifiuti. A rendere più gravi, e quindi più importanti questi arresti, il fatto che riguardano attività inerenti lo smaltimento delle acque provenienti dalle lavorazioni petrolifere, delineando uno scenario particolarmente preoccupante per la salute dei cittadini e la salubrità dell’ambiente e gettando ancora una volta l’ombra sulle attività dell’ENI in Val d’Agri, di Tecnoparco in Val Basento e di un sistema pubblico ormai chiaramente incapace di svolgere un autorevole servizio di controllo e monitoraggio ambientale. Quella del petrolio si conferma una filiera oscura e foriera di distorsioni che danneggiano pesantemente i territori”.

I militari hanno eseguito anche un’ordinanza di divieto di dimora nei confronti di un dirigente della Regione Basilicata. I provvedimenti cautelari – emessi dal gip del Tribunale di Potenza nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia – sono stati eseguiti nelle province di Potenza, Roma, Chieti, Genova, Grosseto e Caltanissetta.

Rossella Muroni,  presidente nazionale di Legambiente ha commentato “Oggi l’illegalità ambientale può essere contrastata con maggiore facilità anche grazie alla legge sugli ecoreati in vigore dal maggio dello scorso anno – ha continuato Rossella Muroni -. Norma che abbiamo chiesto per oltre 20 anni e che già oggi, a pochi mesi dall’entrata in vigore, ha prodotto enormi risultati a totale beneficio di ambiente e cittadini. Ma non basta. Serve liberare i territori dalla schiavitù delle fonti fossili, ed è per questo che il referendum del 17 aprile potrà dare un enorme contributo alla tutela dell’ambiente e allo sviluppo di un futuro pulito”.

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