Virus Zika, trovate tracce anche nella zanzara comune, è allarme

Nella zanzara comune Culex, sono state rilevate tracce del virus Zika. La scoperta è stata annunciata durante un seminario sulla malattia nello Stato nordorientale del Pernambuco, da scienziati brasiliani della Oswaldo Cruz Foundation (Fiocruz) di Rio de Janeiro.

I test sono stati condotti su oltre 200 zanzare Culex, ma gli stessi ricercatori frenano precisando che al momento non esiste alcuna prova di una possibile trasmissione di Zika dalla Culex all’uomo. Fino ad oggi si riteneva che l’unica zanzara vettrice fosse la Aedes, in particolare la Aedes aegypti che causa anche Dengue e Chikungunya. Ora gli studiosi della Fiocruz si sono messi ‘a caccia’ di zanzare comuni nelle aree colpite da Zika, per cercare di capire l’estensione delle Culex portatrici del virus.

Per approfondire la loro prima osservazione, stimano, serviranno dai 6 agli 8 mesi. Nelle città brasiliane, evidenziano gli esperti, la zanzara Culex è oltre 20 volte più diffusa rispetto alla Aedes aegypti. A differenza di quest’ultima, che si riproduce in acque pulite, la zanzara comune si moltiplica negli specchi d’acqua sporca e stagnante.

L’infezione da virus Zika aumenta il rischio di sviluppare la sindrome di Guillain-Barrè (Gbs), una rara malattia neurologica in cui il sistema immunitario attacca quello nervoso. Lo afferma uno studio francese pubblicato da Lancet, che ha stimato 2,5 casi ogni 10mila infezioni. I ricercatori dell’Institut Pasteur hanno analizzato i casi di Guillain Barrè che si sono verificati in Polinesia francese tra il 2013 e il 2014. In tutti e 42 i casi censiti lo studio ha trovato prove di una infezione precedente da virus Zika, e nel 93% dei casi questa è avvenuta nei tre mesi precedenti la diagnosi.

Il colosso Google ha stanziato un milione di dollari, e mezzi tecnologici, per favorire la mappatura e la prevenzione. Anche il motore di ricerca è stato potenziato per offrire supporto a ricercatori e volontari. “Un milione di dollari per sensibilizzare ulteriormente l’opinione pubblica sul virus, intervenire sulle cause di diffusione e supportare lo sviluppo di diagnosi e vaccini. Google – spiega un post ufficiale – collaborerà inoltre con le Organizzazioni e i Governi locali per prevenire la trasmissione di Zika. Con queste risorse l’Unicef potrà fornire assistenza a circa 200 milioni di persone già colpite o a rischio in Brasile e nei paesi dell’America Latina”. Oltre al sostegno finanziario il colosso tecnologico offre “il supporto di ingegneri, progettisti ed esperti che hanno creato una piattaforma open-source per organizzare i dati provenienti da diverse fonti e consentire all’Unicef di individuare in anticipo i potenziali focolai e permettere a Governi e Ong attive sul campo di utilizzare in modo più efficace tempo e risorse a disposizione”.

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