Allergie alimentari: troppi additivi nel piatto, ogni italiano ne ingerisce in media un chilo all’anno

Secondo le ultime stime, ogni italiano ingerisce in media un chilo di additivi alimentari all’anno, negli Stati Uniti piu’ del doppio. Servono a rendere i cibi piu’ gustosi o a conservarli piu’ a lungo, a farli apparire piu’ allettanti migliorandone il colore, a combattere le contaminazioni da germi.

Gli additivi alimentari in uso sono circa 360, fra cui per esempio conservanti, stabilizzanti, coloranti; considerando anche gli aromi sono oltre 3000 le sostanze “estranee” aggiunte al cibo che tutti i giorni arrivano sulle nostre tavole e in un numero sempre piu’ elevato di persone provocano una vera e propria allergia. Gli allergici/intolleranti agli additivi sono il 4% di tutti coloro che non tollerano uno o piu’ cibi: poco meno di 100.000 persone ma sono in continuo aumento stando alle stime presentate in occasione del XXIX congresso nazionale della Societa’ Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica (SIAAIC), a Napoli dal 14 al 17 aprile.

Le allergie alimentari “nascoste” pero’ non finiscono qui: si stimano anche circa 5 milioni di italiani in cui l’allergia/intolleranza al nichel, una delle piu’ diffuse con 12 milioni di pazienti, si manifesta anche con sintomi sistemici e gastrointestinali dopo l’ingestione di uno dei tanti cibi che contengono il metallo, dai legumi al cioccolato. Cosi’, per venire incontro alle esigenze di questi pazienti e degli oltre 2 milioni di italiani allergici a uno o piu’ alimenti, SIAAIC promuove corsi di formazione per ristoratori e gestori di esercizi alimentari per far si’ che mangiare fuori casa non costituisca un pericolo.

“Le minacce nel piatto non si limitano ai cibi che piu’ spesso provocano allergie alimentari come le nocciole, la frutta o la verdura, il pesce: ne esistono di piu’ nascoste ma non per questo meno insidiose – spiega Giorgio Walter Canonica, presidente SIAAC – Sempre piu’ spesso, in adulti e bambini disturbi dalle cause incerte trovano le loro origini negli additivi: intolleranze alimentari, dermatiti e molte allergie sono dovute proprio a un accumulo di additivi nell’organismo. Sono oltre 3000 le sostanze che vengono aggiunte ai cibi per migliorarne la conservazione, per modificarne il sapore o il colore, per aromatizzarli o come antibatterici: dai coloranti come la tartrazina (colorante giallo) e la cocciniglia (colorante rosso), agli antiossidanti, dagli emulsionanti e stabilizzanti come le gomme naturali e la lecitina ai conservanti come benzoati, nitrati e sulfiti, fino alla lunga lista degli aromi, i composti potenzialmente allergizzanti sono moltissimi. Il meccanismo attraverso cui gli additivi inducono la reazione non e’ del tutto noto, ma sappiamo ad esempio che possono interferire con il sistema immunitario sensibilizzando direttamente attraverso la produzione di anticorpi o modulandone l’attivita’ in senso allergico, ovvero favorendo la sintesi di molecole che facilitano l’insorgenza di allergie.

Questo secondo effetto dell’uso di additivi potrebbe essere una delle cause dell’incremento delle allergie osservato negli ultimi decenni. Purtroppo diagnosticare allergie e intolleranze da additivi e’ complesso e solo pochi centri sono attrezzati per farlo attraverso test di provocazione allergica in cieco. Il metodo migliore per evitare molti degli additivi e’ consumare prevalentemente cibi freschi e se possibile di coltivazione biologica: ogni tipo di cereali, pane a lievitazione naturale, frutta, verdura e latte freschi, yogurt naturale, parmigiano, succhi di frutta puri al 100%” avverte Canonica.

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