Aprire un agriturismo in Toscana, requisiti e regime fiscale

Diversificazione si, ma solo se c’è agricoltura. Adesso che in arrivo ci sono le risorse del Psr per consentire alle imprese agricole di ampliare la gamma dei servizi offerti, può essere utile avere un vademecum in pillole sul percorso da seguire e sulle attività che possono essere svolte in Toscana.

Nella nostra Regione per aprire e gestire un agriturismo occorre fare riferimento alla lr. 30/2003 e al Dpgr 46 R 2004. Requisito essenziale è che l’operatore deciso a diversificare l’attività sia prima di tutto un imprenditore agricolo (in base all’articolo 2135 del Codice Civile) e che, per erogare servizi, utilizzi la propria azienda in rapporto di connessione con la coltivazione del fondo, silvicoltura o allevamento di animali.
Tra le attività ammesse ci sono l’ospitalità in alloggi o spazi aperti (campeggi e aree di sosta per camper); la somministrazione di pasti e bevande a base di prodotti 100 per cento toscani; la proposta di attività ricreative, culturali, didattiche, sportive, escursionistiche e di ippoturismo; l’organizzazione di servizi alla persona (accoglienza bimbi e anziani, inserimento lavoratori a bassa contrattualità, cura disabili e persone con difficoltà fisiche e psichiche). Ognuno può e deve orientarsi in base agli spazi, alla predisposizione ma soprattutto rispetto alla consistenza dell’azienda agricola che deve rimanere prevalente.

Come aprire un agriturismo
L’attività può essere svolta in forma di impresa individuale o societaria, nel caso in cui oltre all’ospitalità in alloggi o spazi aperti, si voglia fare anche la somministrazione di pasti è necessaria anche la qualifica di IAP.
Per aprire un agriturismo è necessario aprire Partita IVA ed Iscrizione al registro Imprese come Impresa Agricola che esercita anche l’attività agrituristica.
Aprire un Fascicolo Aziendale presso un CAA autorizzato dove verranno riepilogati i terreni ed i fabbricati condotti dell’azienda (in proprietà e/o in affitto ).
Entro 30 giorni dall’inizio dell’attività è necessario anche presentare la SCIA al comune di competenza.
Regime fiscale
La disciplina fiscale applicabile all’attività agrituristica non è quella per le attività agricole (art. 32, comma 2 del Tuir) visto che l’agriturismo produce reddito di impresa. Il legislatore ha introdotto un regime fiscale ad hoc (articolo 5, commi 1 e 2, della Legge n. 413/1991) adottabile per le Ditte Individuali e le Società di Persone che prevede:
– imposte dirette: determinazione forfettaria del reddito, applicando ai ricavi il coefficiente del 25%;
– IVA: riduzione del 50% per operazioni imponibili (è necessario l’applicazione separata dell’IVA per l’attività agricola e quella agrituristica). Il contribuente può rinunciare al regime forfettario optando per quello ordinario.
Trattandosi di un regime speciale, è data la facoltà di optare per la determinazione del reddito nei modi ordinari.

Obblighi
Chi svolge attività agrituristica deve effettuare:
Dichiarazione IVA e Comunicazione IVA
Modello 770 (per ritenute durante il periodo d’imposta);
Modello Unico;
Modello IRAP.

Condividi questo articolo: 


 

Altre Notizie