Cantone, la corruzione in Sanità sottrae fino a 6 miliardi l’anno

Prima giornata nazionale contro la corruzione in sanità. E il presidente dell’Autorità nazionale anti corruzione, Raffaele Cantone, spiega come questo settore sia ai primi posti per rischi corruttivi. Si valuta che vengano sottratti al sistema pubblico sanitario circa 6 miliardi e le liste di attesa rappresentano uno dei principali snodi critici del sistema corruttivo.

Cantone è intervenuto alla presentazione del Rapporto di Transparency Italia, Censis e Ispe-Sanità, sostenendo che “la sanità, per l’enorme giro di affari che ha intorno e per il fatto che anche in tempi di crisi è un settore che non può essere sottovalutato, è il terreno di scorribanda da parte di delinquenti di ogni risma”.

Ad ogni modo, aggiunge Cantone, “abbiamo comunque una sanità che assicura standard elevatissimi, ma va considerato che la corruzione abbassa anche il livello dei servizi”. Quanto ai numeri, ha aggiunto, “sarei molto cauto, ma credo che vi sia un problema molto significativo sia di sprechi sia di fatti corruttivi”. Quindi Cantone afferma che l’anticorruzione è intervenuta “mettendo in campo un nuovo piano anticorruzione concordato anche con i tecnici del ministero della Salute”. Cantone ha quindi rilevato come ormai la corruzione si sia “trasformata e la mazzetta tradizionale è rimasta quasi solo un ricordo”. L’andamento comunque è stabile – spiega Cantone – ma la sanità è il settore in cui il problema della corruzione è sempre stato alto, confermandosi ai primi posti per rischi corruttivi”.

La corruzione in Sanità sottrae fino a 6 miliardi l’anno all’innovazione e alle cure ai pazienti. E in una azienda sanitaria su tre (37%) si sono verificati episodi di corruzione negli ultimi 5 anni, “non affrontati in maniera appropriata”. Lo sostengono i dirigenti delle 151 strutture sanitarie che hanno partecipato all’indagine sulla percezione della corruzione, realizzata da Transparency International Italia, Censis, Ispe-Sanità e Rissc. “Contro la corruzione nella sanità – sottolinea Cantone – abbiamo messo in campo strumenti nuovi, abbiamo fatto delle linee guida ed individuato gli snodi su cui intervenire: primo fra tutti quello delle liste di attesa, ma anche gli ambiti legati alle aziende farmaceutiche e persino, ad esempio, la gestione delle sale mortuarie”… “Sarebbe bello – evidenzia Cantone – che le liste d’attesa potessero essere trasparenti, ma ciò è molto difficile, perché ci sono in gioco i valori della privacy. Dobbiamo però intervenire e fatti come quello di Salerno (dove sono stati effettuati arresti per mazzette sulle liste di attesa) mi inquietano”. Per questo nel “nostro piano anticorruzione – evidenzia Cantone – abbiamo indicato le liste di attesa proprio come una delle maggiori criticità”. Bisogna “creare nella sanità ‘anticorpi anticorruzione’, a partire dagli operatori”.

Così Cantone annuncia che è alla firma “un nuovo protocollo con il ministero della Salute, per avviare stretti controlli al fine di verificare se le Asl si sono adeguate alle norme ed i piani anticorruzione; andremo cioè a controllare come i piani anticorruzione vengono applicati”. “Lo faremo con i tecnici del ministero della Salute – rileva Cantone – per capire se le Asl rispettano veramente tali norme o se si tratta solo di un rispetto sulla carta”. Inoltre, annuncia sempre Cantone, “con l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali Agenas stiamo lavorando per mettere a punto un codice etico forte, che non sia però carta straccia”. Il punto è che “non si può intervenire solo con la repressione e dopo, ma mettendo in campo una serie di strumenti preventivi che cambino la mentalità”.

Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, coglie l’opportunità quindi di rilanciare il tema delle liste d’attesa: “Leggete cosa dice oggi l’autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone: nel piano anticorruzione abbiamo indicato come una delle maggiori criticità le liste d’attesa; sarebbe bello se potessero essere trasparenti. Io sono d’accordo e penso che il superamento dell’intramoenia e ancor più l’abolizione dell’extramoenia possano costituire un passo avanti enorme in direzione della trasparenza e dell’equità di accesso”. Anche il presidente della regione Veneto, Luca Zaia, condivide l’analisi di Raffaele Cantone sulla gravità degli sprechi e della corruzione nella sanità che “causano miliardi di spesa malefica. La condivido al punto che chiedo all’Anac di sperimentare in Veneto nuove forme di controllo della spesa e della legalità da poter affiancare a quelle che già applichiamo con il massimo vigore e rigore possibile”.

“Una gestione corretta e attenta dei fondi – aggiunge Zaia – comprende anche un’affermazione di moralità, che va sostenuta con ogni sforzo. Quando, ad esempio, saranno applicati in tutto e per tutto i costi standard – sottolinea – sarà stato fatto un grande passo avanti, perché quando una siringa o una Tac costeranno la stessa cifra in tutta Italia, voglio vedere come riuscirà il malaffare a farsi spazio”. “Con Cantone – afferma il Presidente del Veneto – condivido anche l’allarme sulle liste d’attesa, verso le quali chiedo dal primo giorno attenzione maniacale ai nostri manager. Imbrogli o corruzione in questo settore sono tra i più odiosi oltre che tra i più gravi. In Veneto applichiamo la linea dura: si controlla con il massimo rigore possibile e, nei casi che sono stati scoperti, con i responsabili si è applicata la tolleranza zero”.

Lorenzin quindi aggiunge: ” Con l’Autorità Anticorruzione, con l’ausilio di AGENAS, abbiamo recentemente lavorato per varare la nuova Sezione del Piano Nazionale Anticorruzione dedicata alla sanità. Fra qualche giorno io e il Presidente Cantone sottoscriveremo un apposito Protocollo per attuare controlli congiunti per garantire la piena e puntuale attuazione del citato Piano”. Lorenzin si dice convinta che “il grande strumento contro la corruzione sia la circolazione, la condivisione e dunque la trasparenza dei dati. Per questo nel Patto per la salute 2014-2016 sono stati previsti non soltanto il rafforzamento dei controlli nelle aziende sanitarie, ma anche un Patto per la sanità digitale e un piano di evoluzione dei flussi informativi del Nuovo sistema informatico sanitario”.

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