Difesa delle coste: firmato protocollo d’intesa tra ministero dell’Ambiente e Regioni rivierasche

Difesa delle coste e dell’economia del mare. Firmato il protocollo d’intesa tra ministero dell’Ambiente e Regioni rivierasche per fronteggiare l’erosione costiera (dall’Abruzzo alla Calabria, dalla Liguria alla Sardegna, dalla Toscana al Veneto).

Nello specifico l’intesa – siglata dal sottosegretario all’Ambiente Silvia Velo, nella sede del dicastero di via Cristoforo Colombo – punta a un processo di innovazione e sviluppo delle migliori strategie per gestire la fascia costiera: tra queste, attività di comune interesse e istituzione di un Tavolo tecnico nazionale sull’erosione costiera per definire le linee guida per la difesa della costa e gli effetti dei cambiamenti climatici. Verranno prima sviluppate le possibili soluzioni al problema e dopo si prenderà in considerazione di avviare un iter legislativo per regolare attraverso norme concrete la sostenibilità della costa italiana.

Infine per presentare le diverse attività in corso, il ministero dell’Ambiente ha in programma un convegno ad hoc, ‘Gestione dell’erosione costiera: Linee guida nazionali e primi risultati’, per il 29 aprile 2016. ”Crediamo che scientificamente e tecnicamente la nostra costa abbia un profilo unico e la messa in campo di progetti efficaci di difesa richiede un coordinamento tra i vari territori e un coinvolgimento della comunità scientifica per mettere in campo le migliori tecnologie possibili”. Così la sottosegretario all’Ambiente Silvia Velo a margine della firma del protocollo d’intesa con Regioni sull’erosione costiera, con cui viene istituito un tavolo nazionale, che ”in realtà c’è già” (di cui fanno parte il ministero, Regioni, Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, Istituto superiore di sanità, Cnr, Autorità di bacino), per definire linee guida nazionali alla lotta all’erosione costiera.

”Il lavoro è già a buon punto – osserva Velo – il programma è di concluderlo entro dicembre anche attraverso alcuni interventi normativi che si dovessero ritenere necessari”. Inoltre, ”stiamo istituendo un monitoraggio sullo stato delle coste che farà capo al ministero dell’Ambiente”.
La sottosegretario parla anche delle zone più a rischio: ”il fenomeno è rilevante sia su alcune parti del Tirreno che dell’Adriatico. E’ chiaro che sono le coste sabbiose quelle più colpite anche se ci sono casi di dissesto che riguardano la costa rocciosa”.

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