Educazione ambientale in piazza, riparte la campagna “CircOLIamo” del COOU

Da Perugia a Gorizia, un lungo viaggio per le strade di cinque regioni italiane all’insegna della difesa e del rispetto dell’ambiente: “CircOLIamo”, la campagna informativa itinerante ideata dal Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati, arriva lunedì in Umbria e fino a fine maggio toccherà il Lazio, la Toscana, il Veneto e il Friuli-Venezia Giulia.

Organizzata dal COOU con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e di ANCI, la campagna è incentrata sulla corretta gestione dell’olio lubrificante usato e punta a promuovere, attraverso un’azione capillare, il dialogo con i cittadini e le istituzioni locali. All’interno di strutture gonfiabili leggere – che si trasformeranno in sala conferenza e in sala giochi per gli studenti – il team del Consorzio incontrerà le istituzioni, i media locali, la business community e il mondo della scuola. Il progetto si lega a un’iniziativa “storica” del COOU: il primo “CircOLIamo” fu realizzato nel 1994 e quella del 2015-16 è la prima campagna a zero emissioni, perché la quantità di CO2 generata sarà compensata attraverso interventi di forestazione in grado di assorbire la CO2 immessa in atmosfera; attraverso il portale www.circoliamo2016.it e l’hashtag Twitter #circoliamo2016 è inoltre possibile seguire ogni tappa della campagna.

Gli oli lubrificanti usati, i rischi per l’ambiente, l’importanza del riciclo dei rifiuti pericolosi e le opportunità per l’economia locale sono i temi delle conferenze stampa che si terranno nei principali capoluoghi di provincia alla presenza dei responsabili del Consorzio e delle autorità regionali, provinciali e comunali. In ogni tappa il team di CircOLIamo incontrerà i ragazzi delle scuole del territorio, che parteciperanno agli educational loro dedicati e si sfideranno a “Green League”, il progetto che prevede un sistema di giochi online finalizzati all’educazione ambientale.

Grazie al lavoro del Consorzio, attivo dal 1984, in Italia si recupera la quasi totalità  dell’olio usato raccoglibile. “La piccola parte che sfugge ancora alla raccolta – spiega il presidente Paolo Tomasi – si concentra soprattutto nel ‘fai da te’: per intercettarla abbiamo bisogno del supporto dalle amministrazioni locali per una sempre maggiore diffusione di isole ecologiche adibite anche al conferimento degli oli lubrificanti usati di provenienza domestica, e di sensibilizzare al contempo gli operatori dell’informazione e i cittadini sui danni ambientali derivanti da uno smaltimento scorretto di questo rifiuto pericoloso”.

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