Genova: cede diga di contenimento sul torrente Polcevera, la scia in mare si allunga sempre di più

Una diga di contenimento sul torrente Polcevera, creata per contenere il greggio fuoriuscito da una tubatura dell’oleodotto Iplom domenica scorsa, ha ceduto a causa dell’innalzamento del livello del corso d’acqua dovuto alle piogge. Il petrolio finito in mare, sembra che sia tracimato nelle ore immediatamente successive alla rottura, cioè prima che i vigili del fuoco disponessero le panne.

Le chiazze di petrolio fuoruscite dall’incidente della Iplm hanno preso il largo e nel pomeriggio di ieri i telerilevamenti con i mezzi aerei della Capitaneria di Porto le hanno localizzate già dopo Savona, davanti a Loano, trascinate verso la Costa Azzurra. Stimate in almeno 50 metri cubi di petrolio, anche se va detto che si tratta di scie molto “sfilate” ed a chiazza di leopardo, perciò difficili da quantificare con attendibilità e sopratutto da recuperare. Anche se da 48 ore i mezzi della Castalia sono affiancati da quelli della Oromare, della Santoro e della Servizi Ecologici.

“La situazione è complicata, non sappiamo quanto greggio potrà finire in mare. La Capitaneria di porto è riunita per l’emergenza ed ha dichiarato lo stato di emergenza locale” ha spiegato Crivello dopo il cedimento della diga. Sulla Liguria è stata proclamata l’allerta gialla (la più bassa) per la pioggia, che ora cade abbondante su Genova rispetto ad alcune ore fa. Con la proclamazione dello stato di emergenza locale si possono prendere iniziative a difesa delle spiagge che potrebbero essere investite dalle chiazze di idrocarburi. Mobilitati battelli e gommoni per recuperare il greggio finito in mare. Il greggio dopo essere finito sulla spiaggia di Pegli, ieri è comparso anche nel mare di ponente, nel savonese.

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