L’Uomo di Altamura un Neandertaliano adesso ha un volto

L’uomo di Altamura, un Neandertaliano vissuto circa 250 mila anni fa ha un volto: il suo viso, con tanto di capelli, barba e baffi, sarà presentato in anteprima mondiale alla stampa nazionale e internazionale il 26 aprile.

Lo studio del DNA dell’Uomo di Altamura, estratto da una porzione di scapola prelevata ai fini della determinazione genetica e della datazione del reperto, ha dimostrato come le popolazioni neandertaliane possano essere suddivise, secondo la loro distribuzione geografica, in Europa occidentale, Europa meridionale ed Asia Occidentale. Il primo “Uomo di Neandertal” fu scoperto nell’estate del 1856 lungo il fiume Düssel, nella valle di Neander, in Germania. Spesse arcate sopraccigliari, quasi a formare una visiera, volume del cranio di 1.600 centimetri cubi (più di quello dell’uomo moderno, che è di 1.400), mento sfuggente, naso grande e schiacciato. Tutte caratteristiche possedute dallo scheletro dell’Uomo di Altamura.

Il 26 aprile sarà presentata la ricostruzione a grandezza naturale dello scheletro della grotta di Lamalunga, realizzata sulla base di una analisi rigorosamente scientifica dai paleo-artisti olandesi Adrie e Alfons Kennis, fra i più qualificati al mondo in ricostruzioni paleoantropologiche, nelle quali si combinano dati scientifici e interpretazione artistica. Sarà inoltre mostrata la ricostruzione 3D del cranio dell’Uomo di Altamura, estratto virtualmente dal suo scrigno carsico nell’ambito dello stesso progetto di ricostruzione.

Una storia che comincia il 7 ottobre 1993, quando gli speleologi del Cars scoprirono lo scheletro intero di un Homo arcaicus all’interno del complesso carsico di Lamalunga. A circondarlo, non solo stalattiti e stalagmiti, ma anche reperti faunistici riferibili a daino, cervo, bos primigenius, cavallo, iena e volpe databili fra i 45.000 e i 30.000 anni fa. Gli speleologi scopritori, secondo la vicenda dettagliatamente tracciata dal direttore del Museo Archeologico di Altamura Donata Venturo, comunicarono la scoperta alla Soprintendenza archeologica della Puglia la sera dell’8 ottobre 1993. Due giorni prima, gli stessi speleologi avevano comunicato la scoperta all’antropologo Vittorio Pesce Delfino. Altamura fu informata del rinvenimento il 18 dicembre 1993, durante una conferenza cittadina con la quale, tra l’altro, si inaugurò una mostra dedicata alla Grotta di Lamalunga e all’Uomo di Altamura presso il locale Museo Archeologico.

 

 

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