Mipaaf: 60 mila quintali di latte agli indigenti da nuovo progetto di recupero degli sprechi

Sono 60 mila i quintali di latte che verranno distribuiti che verranno distribuiti agli indigenti grazie a un nuovo modello di intervento che prevede l’acquisto solidale di latte crudo da trasformare in Uht (a lunga conservazione) per ridurre gli sprechi potenziali del settore a seguito della fine delle quote latte. Lo rende noto il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

Una prima tranche di acquisti verrà effettuata già nelle prossime giornate con una dotazione finanziaria di 2 milioni di euro e con un quantitativo di circa 60 mila quintali. Questa prima decisione sarà ulteriormente rafforzata con uno stanziamento che raggiungerà complessivamente i 10 milioni di euro per un equivalente di 300 mila quintali di latte. L’operazione garantirà così agli enti caritativi la disponibilità del latte che rappresenta uno dei prodotti più distribuiti nei programmi di assistenza alimentare.

“Con le azioni stabilite oggi – ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina – viene confermata ancora una volta l’operatività del nostro Tavolo indigenti come vero e proprio laboratorio di costruzione di buone pratiche contro lo spreco alimentare e a favore degli indigenti. Abbiamo un modello unico in Europa e anche la decisione di oggi lo dimostra. Il settore lattiero sta vivendo ore molte complicate e per questo è necessario un intervento mirato a impedire che il latte venga sprecato o buttato. Per questo voglio ringraziare gli enti caritativi e gli altri componenti del tavolo per la risposta positiva che hanno dato alla nostra proposta che ci consentirà un’azione concreta e in tempi rapidi a favore di tante persone in difficoltà”.

“Il recupero degli sprechi alimentari – ha commentato il Vice Ministro Andrea Olivero – e la loro destinazione al sostegno agli indigenti è una nostra priorità. Davanti alle immagini del latte sversato nei liquami perché non aveva acquirenti non potevamo rimanere fermi. Abbiamo fatto una proposta innovativa che è stata accolta con favore e che può diventare una pratica da ripetere. Salvare il cibo e assistere chi ne ha bisogno è un nostro dovere prima di tutto etico. Il nostro impegno in questo senso sarà sempre massimo”.

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