‘Nutrici’: la Banca del Latte Materno per dare una speranza in più ai bimbi prematuri

Ogni anno in Italia nascono 30.000 bambini prematuri,di cui circa 5.000 hanno un peso inferiore a 1.500 grammi. Non sempre questi bambini possono fare affidamento sul latte materno, fondamentale per minimizzare i rischi di gravi complicanze dell’apparato digerente e respiratorio, ridurre il pericolo di infezioni, ottimizzare lo sviluppo neuro-cognitivo e prevenire l’insorgenza di intolleranze alimentari.

La Banca si chiama ‘Nutrici’ ed è stata realizzata grazie al contributo di Esselunga e dei suoi clienti che, attraverso una campagna di sensibilizzazione durata da ottobre 2014 a ottobre 2015 con il coinvolgimento di tutti i negozi del gruppo, si è concretizzato in una donazione di oltre 696 mila euro a favore del progetto.

“Le mamme di tutte le età possono farlo. Finché allattano il loro bebè nel primo anno di vita”, spiega Fabio Mosca, direttore della Terapia intensiva neonatale e della Neonatologia della Mangiagalli. La Banca è “un esempio della generosità lombarda e il risultato dell’efficace collaborazione tra pubblico e privato, un’attitudine bellissima che abbiamo qui”, aggiunge il governatore lombardo Roberto Maroni, intervenuto all’inaugurazione. Alle neomamme che sceglieranno di donare un po’ del loro latte e che saranno valutate idonee, continua Mosca, “forniremo un tiralatte, le boccette per la raccolta, tutto il materiale e le informazioni necessarie. E garantiamo settimanalmente, con il servizio Human Milk Link, il ritiro a domicilio e la consegna sicura alla nostra banca”. Arrivato in ospedale il latte materno viene pastorizzato e analizzato per misurarne le proprietà nutritive e viene conservato in speciali freezer, capaci in totale di raccogliere oltre mille litri di latte.

Ogni fase è controllata per garantire sicurezza e qualità, e ogni passaggio è registrato con un sistema di tracciamento, e codici a barre. “Una volta pronto, il latte può essere distribuito ai neonati che ne hanno necessità”, dice Mosca. “E viene ‘sartorializzato’, cioè integrato con proteine, grassi o zuccheri a seconda delle necessità dei bebè destinatari”. Per un pasto su misura. I bimbi che nascono fortemente pre-termine (oltre 5 mila l’anno in Italia con un peso sotto 1,5 kg) “sono delicati – sottolinea Mosca – Il costo delle cure è in media di circa 200 mila euro ma vedere il loro sorriso e saperli fuori pericolo non ha prezzo”. Il latte materno è cruciale: “Riduce l’incidenza di infezioni e di patologie intestinali che possono essere molto gravi”. A causa del parto prematuro, però, diverse mamme non riescono a produrre subito il latte e qui entra in gioco la banca.

Del latte donato beneficeranno anche i piccoli nati a termine con gravi intolleranze o patologie particolari, oppure quelli le cui mamme non ne hanno a sufficienza. “Abbiamo condiviso le procedure con le altre banche del territorio e facciamo parte dell’associazione Aiblud”, che conta in Italia 33 strutture per la raccolta del latte materno. “Il nostro obiettivo – assicura Mosca – è fare squadra, allargando in futuro anche agli altri ospedali la possibilità di usufruire di questa opportunità. Ma dovremmo arrivare a circa mille donatrici e a quota 10 mila litri di latte. La speranza è che le mamme-nutrici aderiscano numerose”. L’attività per diffondere al massimo le informazioni è già cominciata, anche online con un sito. “Do la disponibilità della Regione ad avviare iniziative simili – conclude Maroni – perché si sviluppi una rete, in tutta la Lombardia”.

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