Olio: etichetta con tricolore “inganna” un consumatore su due

La bandiera tricolore sull’etichetta “inganna” un consumatore su due nel mondo. Il 54% degli acquirenti di olio extravergine d’oliva nel mondo è convinto di acquistare un prodotto di origine italiana quando l’etichetta riporta un nome o un marchio italiano. Ma non sempre è così. Per fortuna il 55% dei consumatori leggono l’etichetta, solo il 38% lo fa occasionalmente e solo il 7% mai. A rilevarlo è Coldiretti Toscana in occasione del Sol&Agrifood in corsa a Verona sulla base dai dati forniti dal rapporto Unaprol “Olio extra vergine di oliva italiano e consumatore mondiale” elaborato da Ixè.

La Toscana è regina per le produzioni di olio a denominazione. Ben 5 dei 43 extravergine italiani riconosciuti dalla comunità europea sono prodotti in Toscana: 4 Dop (Terre di Siena, Chianti Classico, Lucca, Seggiano) e 1 Igp (Toscano Igp). Nel 2015 sono quadruplicate le frodi nel settore degli oli e dei grassi, con un incremento record del 278% rispetto all’anno precedente del valore dei sequestri di questi prodotti perché adulterati, contraffatti o falsificati. Un’impennata rispetto all’anno precedente dovuta al moltiplicarsi dei casi di oli di oliva importati, che vengono mescolati con quelli nazionali per diventare magicamente italiani, soprattutto toscani, a danno dei produttori del nostro Paese e dei consumatori.

A questo fenomeno non è certo estraneo il fatto che nel 2015 sono aumentate del 481% le importazioni dell’olio di oliva tunisino per un totale record di oltre 90 milioni di kg ed altre 35mila tonnellate entreranno nel biennio 2016-2017. Per Coldiretti che già sul tema si era espressa con toni pesanti e preoccupati “è un errore – spiega Tulio Marcelli, Presidente Coldiretti Toscana – l’accesso temporaneo supplementare sul mercato dell’Unione di 35mila tonnellate di olio d’oliva tunisino a dazio zero, per il 2016 e 2017”. L’approvazione del Piano Olivicolo Nazionale apre ora un percorso di crescita del vero Made in Italy nel mondo dove i consumi di extravergine sono praticamente raddoppiati in una sola generazione con un balzo del 73% negli ultimi 25 anni. Un passo importante che va accompagnato – sostiene Coldiretti – dall’attuazione completa delle norme già varate con la legge salva olio “Mongiello”, la n. 9 del 2013, dai controlli per la valutazione organolettica ai regimi di importazione per verificare la qualità merceologica dei prodotti in entrata.

Nel frattempo l’export di olio toscano continua a volare e a macinare un record dietro l’altro: con 688milioni di euro la Toscana è la prima regione per esportazioni a livello nazionale. Una bottiglia su quattro venduta all’estero è imbottigliata in Toscana. La Toscana ha prodotto, nell’ultima annata olivicola, circa 150-160mila quintali ottenuti da un patrimonio di 17milioni di piante, 100mila ettari di superficie, 50mila aziende, 100mila addetti lungo la filiera e 400 frantoi. “La Toscana è la prima regione italiana per export di olio extravergine di oliva. Il settore oleario toscano è – conclude Antonio De Concilio, Direttore Coldiretti Toscana – anche il più controllato: 190 ispezioni nel 2015 su 464 a livello nazionale”.

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