Popolare Vicenza: Altroconsumo, se salta Atlante si rischia il bail in, meglio uscirne subito

Se il meccanismo di salvataggio di Atlante per Popolare Vicenza si inceppa, l’aumento di capitale potrebbe saltare; stavolta si rischia davvero il bail-in: Altroconsumo consiglia ai clienti di uscire ora, subito.

L’aumento di capitale è necessario per riportare il capitale sopra il livello minimo di sicurezza. Secondo le intenzioni dei vertici della banca, l’operazione è da condurre entro il 10 maggio, per poi far approdare la società in Borsa. Ma c’è un ostacolo, bello grosso: nessun investitore di peso ha voluto indicare il proprio livello di interesse, come si apprende dalla nota ufficiale diffusa ieri dalla banca. Dunque i vertici dell’istituto si sono visti costretti a proporre una forchetta di prezzo sconfinata: tra 0,10 e 3 euro, e il minimo indicato potrebbe ancora scendere. Una beffa ulteriore per i clienti-azionisti. Se si pensa che fino all’anno scorso queste azioni sono state “piazzate” a 62,5 euro, e che il prezzo del diritto di recesso (che già rappresentava una beffa sia per il suo livello sia perché, di fatto, non poteva essere esercitato) era di 6,3 euro.

Commenta Vincenzo Somma, direttore Altroconsumo Finanza: “Come dare torto ai big investors? Anche con questi prezzi, pagherebbero circa 0,4 volte il patrimonio della società: un livello a cui si possono comprare banche migliori, come ad esempio la stessa Unicredit. E’ inevitabile che tra chi metterà i soldi in Popolare Vicenza ci saranno i piccoli investitori: nonostante le beffe già subite qualcuno sarà allettato dalla possibilità di “mediare” il prezzo rispetto al fallimentare investimento di qualche anno fa. Sconsigliamo ai piccoli risparmiatori di farlo e consigliamo ai correntisti di migrare altrove” – conclude Somma.

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