Rapporto Osserva Salute, Cia Basilicata: Mangiare sano, Mangiare mediterraneo

Il Rapporto Osserva Salute (Osservatorio nazionale Regioni e Università Cattolica Sacro Cuore Roma), specie per i dati riferiti alla Basilicata, ci consegna un impegno maggiore in prevenzione che non può non partire dai “corretti stili di vita”, tra i quali il “mangiare sano, mangiare mediterraneo” è uno dei fattori fondamentali.

Dieta mediterranea come sinonimo di salubrità e longevità, una preziosa alleata per contrastare l’insorgenza di malattie cerebrovascolari, come ictus e infarti. Lo sostiene la Cia Basilicata, sottolineando in particolare la prevalenza di giovani lucani (di età 18 e oltre) in condizione di sovrappeso pari, nel 2014, a 39% (valore nazionale 36,2%). Nell’arco temporale 2005-2014, i dati della Basilicata risultano tutti maggiori rispetto ai valori Italia e presentano un andamento altalenante. La prevalenza di persone dai 18 anni in su obese è pari, nel 2014, a 11,5% (valore nazionale 10,2%). La Cia lucana intende pertanto intensificare le visite di scolaresche alle Fattorie Didattiche; realizzare laboratori e lezioni nelle scuole di educazione alimentare; rilanciare il programma “Frutta nelle scuole”.

L’impegno della Cia per la qualità e la sicurezza alimentare a tutela dei consumatori, soprattutto bambini, è ribadito da Paolo Carbone, dirigente regionale, che ricorda -tra le tante iniziative promosse- l’accordo tra la Confederazione e i medici di famiglia tesa a un’alimentazione sana e corretta indispensabile anche per prevenire malattie; le Fattorie Didattiche e, più di recente, le Fattorie Sportive con programmi specifici di alimentazione per quanti praticano sport non esclusivamente agonistico. Oltre ad accrescere l’attrattività degli agriturismi, autentici tempi del mangiare sano, mangiare  mediterraneo.

“La qualità dei prodotti, la loro tipicità, la sicurezza alimentare -sottolinea Carbone- hanno sempre rappresentato per la Cia un elemento cardine della sua strategia a tutela della salute pubblica. La Confederazione vuole, così, promuovere e rilanciare la tipicità dei prodotti italiani, da tutti riconosciuti come elementi importanti per una dieta ideale come quella mediterranea. Azioni tese, quindi, a prevenire e a ridurre i rischi di una cattiva alimentazione”.

D’altra parte, “la ricchezza delle nostre tradizioni agricolo-alimentari garantisce -continua Carbone- una risposta più che sufficiente non solo per tutti i gusti, ma anche per tutte le necessità dietologiche, siano esse per il mantenimento di uno stato di benessere che per i fini più squisitamente terapeutici”. Il dirigente di Cia Basilicata ribadisce la necessità di rilanciare il consumo tra i bambini di frutta e verdura fresca e trasformata e di altri prodotti come succhi e spremute per contribuire alla lotta contro l’obesità infantile e migliorare le loro abitudini alimentari. E’ l’obiettivo del programma europeo “Frutta nelle scuole”, che in regione è attuato in circa 120 plessi scolastici delle due province lucane e interessa oltre 25 mila alunni.

La Basilicata gode di uno scenario unico in grado di costituire un ecosistema dove la naturale predisposizione della terra, dell’ambiente e dell’uomo verso produzioni “naturalmente biologiche” consente di poter disporre di una produzione agroalimentare di altissima qualità rispetto alla cultura alimentare e al valore nutrizionale. Si tratta di caratteristiche di fondamentale importanza, che la moderna ricerca scientifica, oggi, riconosce come strumenti nella prevenzione e nella protezione della salute umana. La Basilicata, pertanto, si presta ampiamente per realizzare un moderno progetto e un modello da studiare e da far conoscere per valorizzare l’enorme “giacimento di salute” costituito dalle proprie produzioni agroalimentari tipiche.

“Mi piace ricordare in proposito la campagna promossa dai nostri giovani dell’Agia con l’iniziativa  ‘CulturaColtura’ e il selfie scattato a Matera -aggiunge ancora Carbone-. Si tratta di un modo per i giovani imprenditori agricoli di evidenziare che qui si fa ‘agri-cultura’ invitando i turisti a scattare un proprio selfie con in mano un prodotto alimentare e a postarlo su Facebook”.

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