Sistemi intelligenti per la ricerca sull’autismo

Avviate le attività di ricerca sull’autismo presso la sede di Messina dell’Istituto di Scienze Applicate e Sistemi Intelligenti “Eduardo Caianiello” (Isasi-Cnr). Le attività sono state presentate il 2 aprile 2016 nel corso della IX Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo alla quale Isasi ha partecipato contribuendo alla campagna di sensibilizzazione #sfidAutismo lanciata quest’anno da FIA – Fondazione Italiana Autismo, dal 28 marzo al 6 aprile 2016.

La campagna di raccolta fondi #sfidAutismo è tesa a finanziare progetti orientati su vari fronti: dall’assistenza alle famiglie dei soggetti autistici, a progetti di ricerca che hanno come obiettivo la diagnosi precoce, la prevalenza dei disturbi psichiatrici associati all’autismo, al quale partecipa Isasi, il registro pilota di patologie legate all’autismo ed un centro studi sull’autismo. La Rai ha presentato le attività di Isasi-Cnr per l’autismo nell’ambito del programma Memex – La scienza raccontata dai protagonisti di Rai Scuola, andato in onda qualche giorno fa.

Le attività di ricerca per l’autismo della sede Isasi-Cnr di Messina, collocate nell’ambito del più ampio progetto dei sistemi intelligenti per la salute, oggetto di ricerca nelle diverse sedi di Isasi-Cnr di Pozzuoli, Napoli, Lecce, riguardano: lo studio e lo sviluppo di nuove metodologie e tecnologie in grado di supportare il riconoscimento, la valutazione ed il trattamento dell’autismo, consentendo al contempo di limitarne gli effetti dei deficit cognitivi, comunicativi e sociali. “I dispositivi ad elevato contenuto tecnologico ormai sono parte integrante delle nostre attività e della nostra vita, tanto da poter essere utilizzati nel futuro percorso di studio e trattamento dell’autismo”, afferma Giovanni Pioggia ricercatore Isasi-Cnr. “I benefici delle tecnologie, infatti, sono molteplici, come dimostra la crescita sostanziale degli studi pubblicati negli ultimi anni, ed hanno lo straordinario potenziale per sviluppare una reale innovazione”. “I sistemi intelligenti possono essere utili strumenti per ottenere nuove informazioni rilevanti la diagnosi e la valutazione funzionale, oppure quali nuovi strumenti di abilitazione o possono costituire un aiuto ai familiari per acquisire nuove conoscenze sul disturbo e per l’applicazione di un approccio abilitativo a casa mediato da loro stessi”, conclude il ricercatore.

Il gruppo Isasi-Cnr si propone principalmente due obiettivi di ricerca: il primo riguarda lo sviluppo di un sistema ecologico di valutazione personalizzata neurofisiologica e comportamentale, attraverso strumenti di misura ed analisi non invasivi integrati all’interno di una emulazione dell’ambiente domestico denominato HomeLab; il secondo lo sviluppo di programmi di intervento personalizzati basati sulla relazione e sull’interazione sociale tramite serious games, social robot ed attività cognitivo-comportamentali, finalizzati alla generalizzazione ed al trasferimento delle competenze in ambienti reali. Alla luce delle recenti scoperte scientifiche, infatti, i serious games ed i robot, si prestano bene a motivare ed a rafforzare l’interpretazione del mondo fisico e stimolare nuove opportunità di applicazione delle conoscenze apprese in ambienti diversi, stimolare il trasferimento e la generalizzazione delle competenze.

L’HomeLab è costituito da strutture che simulano l’ambiente domestico e che accolgono la famiglia al fine di valutare i segni comportamentali e fisiologici dell’autismo, nonché l’interazione genitore/bambino, attraverso strumentazioni, quali i sistemi di tracciamento oculare e del corpo ed i sistemi indossabili di misura, che scompaiono all’interno dell’ambiente senza interferire con le dinamiche relazionali del bambino e della famiglia. Tutto ciò al fine di individuare, suggerire e potenziare le strategie di trattamento migliori evidenziando le risposte più adeguate a segnali contestuali, non verbali e verbali, secondo un nuovo modello di trattamento mediato dai genitori e dalle tecnologie di tele-abilitazione.

La strategia abilitativa si basa su un modello misto composto da attività con serious games e robot umanoidi ed attività cognitivo-comportamentali e sullo studio della generalizzazione delle competenze in relazione agli effetti del trattamento che avvengono nel contesto del trattamento stesso, che possano portare miglioramenti misurabili sia in test standardizzati sia nelle capacità di interazione in contesti reali. Include una trama con obiettivi personalizzati a breve, medio e lungo termine, motivazione, gratificazione e feedback, studiati sull’individuo ed a difficoltà crescente con il procedere del trattamento. Inoltre, si basa sull’utilizzo di giochi multi-utente cooperativi tesi ad incrementare l’efficacia delle interazioni interpersonali e a facilitare il trasferimento della conoscenza e delle competenze dall’intervento a situazioni sociali ecologicamente valide.

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