Xylella: Ue, procedimento accelerato per valutare misure: Efsa, trattamenti non eliminano la Xylella

La Corte europea di Giustizia ha deciso l’avvio di un procedimento accelerato per il pronunciamento della stessa Corte rispetto al ricorso pregiudiziale presentato dal Tar Lazio sulla vicenda della Xylella fastidiosa, il batterio considerato responsabile del disseccamento degli ulivi in Puglia.

La procedura accelerata prevede tra l’altro la fissazione immediata della data dell’udienza della causa. Il Ministero delle Politiche Agricole ha introdotto, nel giugno del 2015, un decreto con il quale ha imposto l’abbattimento degli ulivi, anche se sani e ancora non colpiti dal batterio, siti nel raggio di 100 metri di distanza rispetto a ogni albero infetto; il decreto prevede, in secondo luogo, la distruzione di almeno tre ettari di ulivi per ogni pianta colpita, pena l’irrogazione di pesanti sanzioni per gli agricoltori inadempienti.

In seguito al ricorso degli agricoltori, il TAR del Lazio ha deciso di proporre una questione pregiudiziale in merito alla possibile contraddittorietà con la normativa europea che costituisce la base del suddetto decreto e che non prevede alcun obbligo di rimozione delle piante sane, senza peraltro un’indagine scientifica preventiva che consenta di concludere che tale rimozione sia l’unica misura idonea a fermare la diffusione del batterio. Il TAR ha quindi sospeso il procedimento e l’esecuzione del decreto stesso, in attesa del provvedimento finale della Corte Ue. Il Presidente della Corte, visto il presumibile rischio di danni irreversibili all’ecosistema e all’agricoltura del territorio pugliese che un prolungamento eccessivo di tale sospensione potrebbe produrre, ha quindi emanato suddetta ordinanza disponendo l’avvio di un procedimento accelerato, come richiesto dal TAR.

I trattamenti non eliminano la Xylella dagli olivi, ma possono ridurre i sintomi della malattia. I trattamenti in corso di sperimentazione sugli olivi in Puglia possono ridurre i sintomi della malattia causata dalla Xylella fastidiosa ma non eliminano l’agente patogeno dalle piante infette.




E’ questa la principale conclusione di una valutazione condotta dall’EFSA sull’efficacia di alcuni trattamenti per X. fastidiosa negli olivi. I risultati confermano l’esperienza fatta in altre parti del mondo, dove X. fastidiosa sta causando enormi danni e non si è trovato alcun trattamento per eliminare il patogeno dalle piante coltivate all’aperto.

Gli esperti di salute delle piante dell’EFSA hanno valutato studi eseguiti in Puglia da due gruppi –  uno dell’Università di Foggia e l’altro del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA) di Caserta – e hanno anche esaminato trattamenti utilizzati altrove per controllare le infezioni batteriche in piante come l’olivo, gli agrumi, il melo, il pero e la vite.

I ricercatori di Foggia hanno trattato gli olivi infetti con diversi composti bioattivi dopo una potatura severa. Hanno riferito di una nuova, vigorosa crescita di rami, che portavano foglie asintomatiche, entro cinque mesi dall’applicazione dei trattamenti. Hanno inoltre riferito di notevoli raccolte di olive dagli alberi trattati.

Il gruppo del CREA ha anche riferito di risultati positivi dopo l’utilizzo di un prodotto commerciale contenente zinco, rame e acido citrico: tutte le piante trattate sono sopravvissute all’estate del 2015 e all’inverno successivo. Il gruppo di esperti scientifici dell’EFSA sulla salute dei vegetali (PLH) afferma tuttavia che è prematuro trarre conclusioni circa l’efficacia a lungo termine di tali trattamenti sulla base di questi risultati sperimentali. Solo esperimenti condotti per più stagioni potranno fornire informazioni affidabili sulla loro efficacia a lungo termine, afferma il gruppo di esperti in un suo documento scientifico (Statement).

I ricercatori hanno detto all’EFSA che anch’essi considerano preliminari questi risultati, in attesa di ripetere gli esperimenti per almeno un’altra stagione. Hanno aggiunto che l’obiettivo degli esperimenti era quello di valutare la capacità dei trattamenti di sopprimere i sintomi della malattia piuttosto che eliminare il patogeno negli olivi infetti.

Il gruppo scientifico PLH non è stato in grado di effettuare una disamina dei dati sperimentali, in quanto i ricercatori pugliesi non hanno potuto mettere a disposizione le informazioni a causa di problemi di brevetto/diritto d’autore. Tuttavia il gruppo sottolinea che la vasta ricerca già condotta su malattie di altre colture, come la malattia di Pierce nella vite, evidenzia che tali trattamenti possono migliorare la salute delle piante – soprattutto se associati a pratiche agronomiche – ma non possono curarle o impedire loro di essere infettate dalla Xylella. Gli esperti fanno comunque notare i possibili benefici dei trattamenti nel prolungare la vita degli olivi, in particolare quelli della zona pugliese di contenimento dove X. Fastidiosa CoDiRO è presente e diffusa, e condividono l’idea che occorrano ulteriori studi al riguardo

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie