Aids: in Italia 120.000 sieropositivi, aumentano i malati che ignorano di essere Hiv positivi

Aids, aumentano i malati che ignorano di essere Hiv positivi, in Italia sono 120mila le persone che convivono con l’Hiv, dove si verifica un nuovo caso ogni 2 ore. Sono circa 4mila l’anno i nuovi contagi, negli ultimi due anni riguardano soprattutto giovani tra i 25 e i 29 anni, che nonostante le campagne informative, si contagiano nell’84% dei casi, ovvero più di 8 volte su 10, attraverso rapporti sessuali senza preservativo. Rapporti che avvengono nel 40% casi dei tra omosessuali maschi. E’ la fotografia dell’Hiv in Italia presentata dagli esperti in occasione dell’ottava edizione di Icar, Italian Conference of Aids and Antiviral Research, si terrà quest’anno dal 6 all’8 giugno a Milano all’Università Milano-Bicocca. Oltre 150 gli scienziati e i ricercatori presenti, dall’Italia e dall’estero, e mille gli specialisti.

L’obiettivo sarà quello di presentare e discutere le novità in tema di prevenzione, diagnosi e cura delle principali infezioni virali. Di particolare attualità saranno sia la gestione della lotta all’Hiv-Aids, sia la terapia dell’infezione cronica da Hcv. Le diverse tematiche arricchite dal contributo dei giovani ricercatori verranno discusse in modo condiviso con la partecipazione di tutti gli attori coinvolti, dalla comunità scientifica, alle associazioni dei pazienti e alle realtà istituzionali. Icar è organizzata sotto l’egida della Società Italiana di malattie infettive e tropicali (Simit).

“Noi intendiamo coordinare le diverse realtà scientifiche impegnate nell’assistenza, ricerca e sperimentazione clinica in tema di infezione virali. – sottolinea Antonio Chirianni, presidente Simit – L’evento Congresso di Icar è basato sui contributi originali della ricerca italiana, nel campo dell’infezione da Hiv-Aids e delle altre malattie virali, aperta ai contributi internazionali nel settore, e verrà articolata in vari tracks. L’implementazione degli stessi sarà ispirata essenzialmente a criteri di eccellenza scientifica”.

Secondo il bollettino del Centro operativo Aids dell’Istituto Superiore di Sanità, la maggioranza delle nuove diagnosi di infezione da Hiv è attribuibile a rapporti sessuali senza preservativo, che costituiscono l’84.1% di tutte le segnalazioni. Il 27.1% (1 su 4) delle persone diagnosticate come Hiv-positive è di nazionalità straniera. Il 37% degli italiani non si è mai sottoposto al test e il 5% delle persone che vivono con Hiv non lo ha mai detto al proprio partner. Il 40% delle persone sieropositive non rivela ai familiari di aver contratto il virus e il 74% non lo dichiara nel contesto lavorativo.

Il concorso RaccontART vede protagonisti oltre 300 ragazzi delle scuole superiori di Milano, Monza e Pavia per illustrare il loro punto di vista su Hiv/Aids con linguaggi espressivi diversi in un contest promosso da Anlaids, Nps Italia Onlus (Network Persone Sieropositive), Lila (Lega Italiana per la Lotta contro l’Aids) e Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia. Tutte le opere in concorso saranno presentate il 6 giugno in sessione dedicata, nell’aula magna dell’Università Milano-Bicocca dalle ore 13.30 alle ore 16, e valutate da una giuria.

Il virus colpisce prevalentemente gli uomini (79,6% dei casi), mentre continua a diminuire l’incidenza delle nuove diagnosi nelle donne. L’età media per i primi è di 39 anni, per le donne di 36 anni. La fascia di età più colpita è quella tra i 25 e i 29 anni (15,6 nuovi casi ogni 100.000 residenti).

Pochi test anche in fasce a rischio – Il 20,62% delle 5703 persone che hanno chiamato la Lega italiana per la lotta contro l’Aids tra il 30 settembre 2014 e il 30 settembre 2015 non avevano mai fatto l’esame dell’Hiv, pur essendo – avendo contattato l’associazione – in qualche modo sensibili al tema. La percentuale di persone che non hanno mai fatto il test raggiunge il 36% del totale nello studio “Questionaids” condotto dalla Lila e dal Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna su un campione di popolazione generale. “Fare il test rappresenta un problema per sempre più persone” commenta il presidente della Lila, Massimo Oldrini. “Si tratta di un dato che va di pari passo con il fatto che in Italia oltre il 50% delle persone scopre di avere contratto l’Hiv in una fase molto avanzata dell’infezione”.

I casi di Aids – In Italia, dall’inizio dell’epidemia (nel 1982) a oggi, sono stati registrati oltre 67.000 casi di Aids con un’ecatombe di oltre 43 mila vittime. Il progresso della medicina negli anni e la diffusione dei farmaci antiretrovirali hanno portato nel tempo a una netta diminuzione dei casi e dei decessi per Aids. Nel 2014, sono stati diagnosticati 858 nuovi casi pari a un’incidenza di 1,4 nuovi casi per 100.000 residenti, in linea con gli ultimi tre anni. Nel 2014, poco meno di un quarto dei malati conclamati ha eseguito una terapia antiretrovirale prima della diagnosi di Aids. Questa bassa percentuale di persone in terapia è legata al fatto che, al contrario, una quota crescente di persone Hiv positive è inconsapevole della propria sieropositività: tra il 2006 e il 2014, infatti, è aumentata a dismisura la percentuale delle persone che arrivano allo stadio di Aids conclamato ignorando la propria sieropositività, passando dal 20,5% al 71,5%. La colpa è del calo dell’attenzione, delle campagne di sensibilizzazione e dell’allarme sociale, che ha riportato l’opinione pubblica a considerare l’emergenza come limitata a fasce di popolazione di cui si sente di non far parte. Uno studio condotto su 12 Centri clinici di malattie infettive campionati per essere rappresentativi della realtà italiana, risulta che in Italia il 90,9% delle persone diagnosticate con infezione da Hiv è seguito presso i centri clinici di malattie infettive; di questi, il 92,6% è in terapia antiretrovirale, e di questi l’85,4% ha raggiunto la soppressione del virus.

Condividi questo articolo: 

AH, LEGGI ANCHE QUESTI !



 

Altre Notizie