E’ Friulana la prima azienda italiana cerificata per la legna da ardere sostenibile

È friulana la prima azienda italiana che ha ottenuto la certificazione BIOMASSPLUS, il marchio di qualità per legna da ardere, cippato e bricchette ideato da AIEL (Associazione italiana energie agroforestali che associa aziende attive lungo la filiera foresta-legno-energia). Si tratta della Di Filippo Legnami srl, di Udine, da quasi 65 anni attiva nel settore legno con produzione dedicata a imballaggi, lettiere per animali, pellet ENplus e, da settembre 2015, legna da ardere certificata BIOMASSPLUS.

La presentazione di questo piccolo ‘primato’ della regione Friuli Venezia Giulia si è tenuta in occasione di una conferenza stampa tenutasi nel Palazzo della Regione a Udine, alla presenza di Andrea Di Filippo, titolare della Di Filippo Legnami srl, di Marino Berton e Massimo Negrin di AIEL, dell’Assessore regionale alle risorse agricole e forestali Cristiano Shaurli e di Giorgio Zanin, membro della Commissione Agricoltura alla Camera dei Deputati.

«Abbiamo scelto la strada della certificazione BIOMASSPLUS per garantire al consumatore l’alta qualità della nostra legna da ardere e la sostenibilità del processo produttivo – spiega Andrea Di Filippo. È nostra intenzione diffondere l’uso consapevole della biomassa legnosa tra le famiglie, per farle diventare “consumatori esperti” in grado di riconoscere la qualità del prodotto, nonché premiare gli operatori qualificati. Offrire un biocombustibile di elevata qualità significa garantire, con il nostro prodotto, le migliori prestazioni degli apparecchi e delle caldaie in termini di elevata efficienza e basse emissioni, diventando per le aziende costruttrici un partner affidabile».
L’azienda Di Filippo Legnami srl è stata accompagnata in questo percorso da AIEL che ha lanciato il progetto BIOMASSPLUS in collaborazione con ENAMA, organismo di certificazione accreditato che, provvede all’ispezione secondo protocollo e al rilascio del marchio BIOMASSPLUS, di cui AIEL è il titolare esclusivo.

«Lo schema di certificazione BIOMASSPLUS – dichiara Marino Berton, direttore generale di AIEL – è stato dedicato alla legna da ardere dopo l’esperienza nell’ambito del pellet con la certificazione ENplus, a oggi il marchio di qualità dei pellet più affermato su scala mondiale. Tra i biocombustibili legnosi mancava fino ad oggi una certificazione specifica per legna da ardere e cippato. Perché certificarle? Perché sempre di più è necessario dare conto di questi tre elementi: tracciabilità, qualità del prodotto, sostenibilità ambientale e per garantire ciò ci siamo avvalsi della collaborazione di ENAMA, organismo terzo di certificazione accreditato. In questo modo siamo certi di garantire concretamente la qualità del prodotto al consumatore finale».

«Con circa 153.000 famiglie proprio in Friuli Venezia Giulia che ogni anno consumano circa 5,5 milioni di quintali di legna da ardere – spiega Massimo Negrin, referente tecnico di AIEL per le i produttori di biomasse – il problema principale è far comprendere la qualità del prodotto all’acquirente che non sempre ha i mezzi per avere informazioni sulla provenienza del legname, per conoscere la sostenibilità ambientale del processo produttivo o la provenienza del prodotto. La certificazione BIOMASSPLUS si propone, quindi, di garantire un mercato più trasparente per il consumatore e di offrire un maggior valore ai prodotti che rispondono a standard qualitativi elevati».
La certificazione BIOMASSPLUS si basa su tre principi fondamentali: tracciabilità dei lotti, rispetto della legalità, sostenibilità ambientale intesa come risparmio di emissioni di CO2 pari almeno al 70% rispetto al gas naturale, a parità di energia producibile. Terzo elemento è la qualità del prodotto e del processo, controllata attraverso verifiche periodiche di un organismo di certificazione.

L’On. Giorgio Zanin complimentandosi con AIEL per l’impegno messo in campo per superare la frammentazione del settore forestale italiano ha affermato: «Dobbiamo concretamente mettere in atto politiche attive per utilizzare la risorsa forestale come Paese, facendo quadrato contro i “raid” delle industrie forestali che vengono a da oltre confine ad acquisire le nostre risorse forestali. Inoltre, la filiera della legna da ardere non può prescindere dalla diffusione di una maggior consapevolezza del consumatore rispetto alla conoscenza di questo marchio e dei suoi vantaggi, in un’ottica di garantire sempre più la diffusione della legalità in un settore sempre più colpito da fenomeni di mercato sommerso»

L’assessore regionale alle risorse agricole e forestali, Cristiano Shaurli concludendo l’incontro ha detto: «Sono orgoglioso che un’azienda friulana sia stata la prima a certificarsi e mi auguro che questa regione si distingua per adesione a schemi di certificazione per un numero crescente di aziende e operatori del settore: il loro futuro si gioca nella capacità di creare filiere basate su qualità, tracciabilità e sostenibilità. Va ricordato, inoltre, che la Regione Friuli Venezia Giulia quest’anno è stata promotrice dell’Accordo interregionale sul prelievo legnoso che punta a dare un sostegno all’economia del settore agendo sul prelievo del legno e rispondendo alle esigenze ambientali e allo sviluppo sostenibile dei territori».

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