Glifosato: OMS e FAO smentiscono Iarc, necessaria una ricerca indipendente

All’indomani della presentazione dello studio condotto da OMS e FAO che assolve parzialmente il glifosato dall’accusa di essere un probabile cancerogeno per l’uomo –limitatamente alla sua assunzione attraverso residui negli alimenti ma senza considerare altri tipi di esposizione e di contaminazione – e che dunque smentisce in parte la ricerca dello IARC proprio in coincidenza con la riunione del PAFF (comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi), che si tiene oggi e domani a Bruxelles, la Coalizione italiana StopGlifosato torna sull’argomento.

Lo fa attraverso la Dott.ssa Fiorella Belpoggi, Direttrice del Centro di Ricerca sul Cancro Cesare Maltoni- Istituto Ramazzini- che aderisce alla coalizione e che sta conducendo uno studio proprio sull’erbicida al centro delle polemiche.

“Io e il mio gruppo di ricerca siamo rimasti increduli alla notizia che la commissione congiunta su residui dei pesticidi FAO/OMS ritenga improbabile la cancerogenicità del glifosato. Non si tratta solo di negare la pericolosità di un composto chimico diffuso su tutto il globo e probabilmente cancerogeno, ma bensì di sconvolgere l’intero assetto istituzionale che garantisce ai cittadini una corretta valutazione del rischio chimico, eseguita con una metodica ormai consolidata da decenni di riscontri e conferme

“L’unica valutazione trasparente che è stata finora compiuta sul glifosato – dice la Belpoggi, è quella della IARC. A partire dagli anni ’70, i criteri sono sempre stati gli stessi per circa 1000 composti valutati. Ci sono stati troppi casi in cui dalla classificazione IARC “probabile cancerogeno” si è passati a quella di gruppo 1 “cancerogeno riconosciuto” per l’uomo solo perché, purtroppo, a distanza di tempo (anche di 10-30 anni) sono stati confermati gli effetti sull’uomo contando i morti per quella causa. Esempi di questo tipo sono fra gli altri la formaldeide e la trielina”.

“Non dobbiamo ripetere gli errori del passato”, è l’appello della Belpoggi “Non possiamo ignorare e addirittura smentire senza giustificazioni scientifiche un allarme preciso della IARC, come ha fatto la commissione congiunta sui residui dei pesticidi FAO/ OMS. Nel caso dell’OMS, addirittura smentendo sé stessa, visto che la IARC è proprio il settore dell’OMS che si occupa di valutare le sostanze cancerogene”.
A rimarcare il quadro di grande incertezza scientifica nel quale le istituzioni europee dovranno prendere una decisione in questi giorni ci sono anche i dubbi emersi in merito al conflitto d’interessi di alcuni membri del panel che, sono legati all’International Life Science Institute (ILSI), ente no profit finanziato da numerose aziende chimiche (tra cui Monsanto) e dell’agroalimentare.

L’unica via d’uscita da questo impasse? “Una ricerca indipendente”, secondo la Coalizione italiana #StopGlifosato che rivolge di nuovo un appello affinchè il comitato tecnico che si riunisce oggi e domani a Bruxelles, si pronunci in merito alle decisioni sul glifosato nel rispetto del principio di precauzione e a tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente, e non dia il via libera ad una nuova autorizzazione a livello europeo senza pareri univoci sul piano scientifico sulla sua cancerogenicità.

Il principio di precauzione richiede che una sostanza sia commercializzata solo se viene accertata la sua non pericolosità per la salute dell’uomo e non il contrario. In caso di incertezza e pareri discordanti, come nel caso del glifosato, non possiamo accettare l’idea che i cittadini siano utilizzati come cavie in attesa di prove schiaccianti sulla pericolosità del diserbante. Per questo serve subito uno stop immediato all’uso del glifosato e l’avvio di una ricerca indipendente per acquisire finalmente dati attendibili sulla sua pericolosità per la salute dell’uomo e dell’ambiente.

“Chiediamo al nostro governo di mantenere ferma la posizione contraria ad una nuova autorizzazione per il glifosato che con lungimiranza ha assunto alla vigilia del precedente incontro e chiediamo a tutti i decisori politici – dice Maria Grazia Mammuccini portavoce della coalizione – il rispetto dei principi democratici senza cedere alle pressioni delle multinazionali, mettendo sempre in primo piano la salute dei cittadini e dell’ambiente”

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