Nelson Mandela, la Cia dietro il suo arresto

Una una spia americana della Cia condusse nel 1962 all’arresto di Nelson Mandela da parte delle forze del regime sudafricano, in pieno apartheid. Il futuro presidente sudafricano restò in carcere 26 anni. Lo rivela il Sunday Times citando le dichiarazioni di Donald Rickard, ex viceconsole Usa a Durban e operativo CIA, al regista britannico John Irvin. Il nuovo film di Irvin, “Mandelas Gun”, sui mesi precedenti all’arresto dell’icona anti-apartheid, verrà proiettato in questi giorni a Cannes. Mandela fu liberato nel 1990 e divenne il primo presidente nero del Sudafrica dal 1994 al 1999. Morì a 95 anni nel 2013.

Un articolo di James Sanders afferma che il regista si è recato negli Usa per intervistare Rickard, il quale ha raccontato che Mandela fu arrestato mentre era in viaggio da Durban a Johannesburg. “Ho saputo quando sarebbe venuto e come … così sono stato coinvolto e così è stato preso Mandela” ha detto Rickard, che ha aggiunto che il leader dell’African national congress era “completamente sotto il controllo dell’Unione sovietica”. “Avrebbe potuto incitare alla guerra in Sudafrica, gli Usa avrebbero potuto essere coinvolti, di malavoglia, e tutto sarebbe andato all’inferno” ha spiegato. “Eravamo sull’orlo dell’abisso e bisognava fermarsi il che voleva dire che Mandela andava fermato. E l’ho fermato”.

Zizi Kodwa, portavoce dell’Anc, ha definito la rivelazione “un atto d’accusa grave”, ma ha aggiunto che non è una novità. “Abbiamo sempre saputo che c’è stata una collaborazione tra alcuni paesi occidentali e il regime dell’apartheid” ha detto Kodwa, che ha aggiunto che la Cia continua a interferire nella politica sudafricana. Rickard è morto a marzo, due settimana dopo aver parlato con Irvin.

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