Super batterio resistente a qualsiasi tipo di antibiotici

Per la prima volta è arrivato negli Stati Uniti un super batterio resistente a qualsiasi tipo di antibiotici: a lanciare l’allarme gli scienziati del Dipartimento alla Salute Usa, che hanno individuato la specie di Escherichia coli nelle urine di una donna della Pennsylvania. L’agente patogeno in questione – spiega il rapporto pubblicato sulla rivista della Società americana di microbiologia Antimicrobial Agents and Chemotherapy – è resistente persino all’antibiotico di ultima generazione Colistin.

Le autorità sanitarie statunitensi stanno contattando familiari e conoscenti per accertare che l’infezione non si sia diffusa. Questo particolare agente patogeno è stato definito dagli esperti “il batterio degli incubi”, che in alcuni casi può arrivare ad uccidere il 50% delle persone che ne vengono contagiate.

Per il momento i responsabili della sanità sostengono che il caso della Pennsylvania, di per sé, non sia causa di panico. Il ceppo trovato nella donna è curabile con altri antibiotici, ma i ricercatori temono che il gene trovato nel batterio possa intaccare altri tipi di batteri già in grado di resistere agli antibiotici. Nono state ancora fornite informazioni sullo stato di salute della donna, ma gli scienziati precisano che non ha viaggiato nei cinque mesi precedenti alla scoperta. La razza letale di escherichia coli, spiegano media americani, è stata successivamente individuata in altre zone dell’Europa. La scoperta anche negli Stati Uniti: “Ci sta mostrando che la strada di impiego degli antibiotici può essere arrivata quasi alla fine – ha detto Thomas Friedman, direttore dei Cdc -, una situazione in cui non abbiamo nulla da offrire a pazienti in reparti intensivi o con semplici infezioni urinarie”.

In Italia ci sono già dei pazienti che si sono infettati con batteri che resistono a tutti gli antibiotici, anche se di tipo diverso da quello che ha colpito nei giorni scorsi la donna negli Stati Uniti. Lo afferma Annalisa Pantosti, ricercatrice dell’Istituto Superiore di Sanità, secondo cui la mortalità in questi casi può arrivare al 50%.

“La gravità dell’impossibilità di trattare il paziente noi l’abbiamo già nel nostro paese – spiega Pantosti -, non per l’Escherichia Coli come nel caso statunitense ma per un’altra classe di batteri, le clebsielle pneumoniae resistenti ai carbapenemi, che nel 30-40% dei casi sono ormai resistenti anche alla colistina. In questi casi si ricorre ad antibiotici ‘di fortuna’, magari in disuso, oppure a combinazioni di più farmaci, ma la mortalità è molto alta, anche se difficile da quantificare perchè di solito i pazienti hanno anche altri problemi medici”.

Per quanto riguarda il batterio Escherichia Coli, quello trovato nella paziente Usa, anche in Europa ci sono forme resistenti alla colistina. “Una volta che il gene che conferisce la resistenza è stato isolato in Cina lo abbiamo cercato un po’ tutti – racconta l’esperta -. Anche da noi ci sono ceppi di Escherichia con questo gene, ma per fortuna non hanno altre resistenze.

La scoperta in Usa però è preoccupante perchè la resistenza di quel tipo è facilmente trasmissibile ad altri batteri. Speriamo che queste scoperte spingano verso la ricerca di nuovi antibiotici, anche perchè ce ne serve più di uno per contrastare il fenomeno e al momento ci sono poche molecole allo studio. L’altra cosa da fare è limitare l’uso di quelli esistenti, anche se non sempre è possibile”. Il mondo, secondo gli esperti, vacilla sul baratro di “un’era post-antibiotica”. E la situazione può soltanto peggiorare con il rischio che 10 milioni di persone possano morire per una semplice infezione ogni anno nel 2050. Il costo finanziario di questa lotta sarà altissimo: circa 100mila miliardi di dollari.

I superbatteri sono la nuova minaccia alla salute globale, poichè sono in grado di provocare infezioni gravi, anche mortali, infatti il rapporto sulla resistenza antimicrobica pubblicato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nel 2014, evidenzia che questi ceppi “invincibili” hanno causato in totale almeno 25mila morti nella sola Unione Europea e una spesa sanitaria di circa 1,5 miliardi di euro. Dall’India all’Europa e gli Stati Uniti, sono sempre più frequenti i casi di infezioni causate da Streptococchi, Klebsielle ed escherichia coli, che diventano incurabili perché non rispondono agli antibiotici. La minaccia si estende anche ad alcuni ceppi di tubercolosi iper resistenti.

Una situazione chesi rivela davvero preoccupante tanto che i pediatri italiani hanno lanciato l’allarme, evidenziando come l’uso eccessivo di questi farmaci ha fatto sì che ormai il “bagaglio antibiotici” si sia “esaurito” e che non si potrà contare su nuove molecole per almeno i prossimi 5 anni.

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