Uccelli migratori: ogni anno è una strage, catturati o uccisi 25 milioni di esemplari

Sono 25 milioni gli uccelli selvatici che vengono catturati o uccisi ogni anno nell’intera regione del Mediterraneo. Il più alto numero di uccelli catturati o uccisi nella regione del Mediterraneo si registra in Italia (tra i 3,4 e i 7,8 milioni di uccelli), Egitto (tra i 700mila e i 10,6 milioni), e Siria (tra i 2,9 e i 4,9 milioni). La massima densità di uccisioni/catture si registra invece a Malta (tra i 18 e i 667 uccelli ogni anno per chilometro quadrato), Cipro (146-351 per chilometro quadrato) e Libano (161-335 uccelli per chilometro quadrato). Lo affermano gli scienziati di BirdLife International (di cui la Lipu è rappresentante per l’Italia) in un articolo pubblicato nela rivista scientifica Bird Conservation International e diffuso ieri dalla Lipu in occasione della Giornata mondiale degli uccelli migratori.

“E’ allarmante scoprire che nonostante l’impatto positivo della legislazione europea, metà dei 10 Paesi a più alta intensità di caccia illegale sono membri dell’Unione europea – sottolinea Willem Van den Bossche, coautore dell’articolo e Responsabile della Conservazione della Flyway per Europa e Asia Centrale per BirdLife Europa – Ciò indica la necessità di sforzi maggiori per assicurare che la direttiva europea Uccelli sia pienamente implementata a livello nazionale”. Gli uccelli colpiti dalla caccia illegale, tra le altre, includono specie come la capinera (1,2 – 2,4 milioni di individui ogni anno), la tortora selvatica (tra le 300mila e le 900mila) e il tordo bottaccio (tra i 700mila e 1,8 milioni).

I dati sono stati raccolti dai partner di BirdLife (per l’Italia lo ha fatto la Lipu) utilizzando una varietà di fonti, come il monitoraggio sulle specie target , pubblicazioni, report e stime fornite da esperti. In molti casi, i numeri sono stati ricavati in base all’uso di reti “mist-nets”, di trappole utilizzate per l’uccellagione, di rametti (in inglese “limesticks”) cosparsi di colla per la cattura di piccoli uccelli e dai ricoveri nei centri per il recupero della fauna selvatica. “La caccia illegale è un problema di conservazione complesso – afferma Vicky Jones, co-autore della pubblicazione e responsabile Flyway per BirdLife International – Affrontare questo tema richiede azioni a livello locale, nazionale e internazionale, coinvolgendo le forze dell’Ordine, la Magistratura, le associazioni venatorie, le autorità governative nazionali, le Ong e gli strumenti di politica internazionale”.

I Piani d’azione nazionali per fronteggiare la caccia illegale sono stati di recente sviluppati grazie a un vasto numero di stakeholders in Egitto/Libia e a Cipro, con lo scopo di rafforzare la legislazione e la sua applicazione, sviluppando il monitoraggio e sostenendo gli sforzi per intraprendere azioni a favore di singole specie. “Lo sfruttamento insostenibile è una delle maggiori minacce agli uccelli mondiali, e buona parte di esso è illegale – afferma Stuart Butchart, coautore della pubblicazione e Direttore Scienza a BirdLife International – Il nostro studio è il primo a compilare stime quantitative dettagliate del problema nel Mediterraneo. L’identificazione da noi operata degli “hot spots” della caccia illegale ci aiuterà a mettere a fuoco gli sforzi da mettere in atto sul campo per fronteggiare questo problema”.

L’ITALIA – I dati sull’Italia parlano di una strage di fringuelli (tra i due e i tre milioni), pispole (500/900mila esemplari), pettirossi (300/600mila), frosoni (200mila/1 milione) e storni (100/500mila). Le specie minacciate di estinzione più colpite dalla caccia illegale nel nostro Paese sono l’anatra marmorizzata, da 1 a 5 esemplari colpiti (pari 50% della popolazione nidificante), il nibbio reale, da 50 a 150 esemplari coinvolti (pari al 30% della popolazione nidificante) e il capovaccaio, tra 1 e 5 esemplari colpiti (20% popolazione nidificante). “Gli uccelli selvatici, un immenso patrimonio di tutti e che non conosce confini nazionali o internazionali – aggiunge Claudio Celada, direttore Dipartimento di Conservazione natura della Lipu-BirdLife Italia – si meritano delle rotte migratorie, dette flyways, più sicure. Chiediamo dunque che l’Europa e l’Italia, quest’ultima in particolare con un Piano antibracconaggio nazionale e un inasprimento delle norme, incrementino gli sforzi per la conservazione e la condanna delle illegalità, prima che sia troppo tardi”.

LE SPECIE NELLA REGIONE MEDITERRANEA – Tra le vittime più frequenti dell’illegal killing nel Mediterraneo compaiono il fringuello (2,9 milioni di esemplari uccisi ogni anno), la capinera (1,8 milioni), la quaglia (1,6 milioni) e il tordo bottaccio (1,2 milioni), oltre a specie classificate come Vulnerabili dalla Lista rossa come il chiurlo maggiore.
In Spagna e in Italia tra le specie minacciate che risultano vittime della caccia illegale ci sono il capovaccaio e il nibbio reale, oltre che l’aquila imperiale spagnola (in Spagna) e l’anatra marmorizzata (in Italia).

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