Un evento unico, il maestro indiano di Kriya Yoga Yogiraj Siddhanath in Italia

Tre giorni in Sardegna insieme al maestro Himalayano Yogiraj Siddhanath per apprendere alcune delle più antiche tecniche yogiche mai trasmesse finora. L’evento speciale, in programma dal 7 al 9 ottobre 2016 in Costa Smeralda, permetterà ai partecipanti di vivere un’esperienza unica a stretto contatto con uno dei pochissimi maestri “realizzati” di Kriya Yoga ancora in vita.

Cosa insegna. Il Kriya Yoga è una tipologia di meditazione, nata e sviluppatasi nella zona dell’Himalaya migliaia di anni fa, che si differenzia dalle altre tipologie e scuole yogiche in quanto punta al controllo, attraverso l’esercizio consapevole del respiro (“all’interno” della colonna vertebrale), dell’energia o forza vitale (denominata Prana) presente in ognuno di noi.

I benefici. La pratica costante del Kriya Yoga favorisce un grande benessere psicofisico, anche dopo un breve periodo di pratica, permettendo di raggiungere un miglioramento della gestione dell’emotività e dello stress, delle relazioni interpersonali, della capacità di concentrazione con un minore sforzo, della lucidità mentale, nonché di raggiungere la meta ultima dello yoga, la realizzazione del sé.
Inoltre la pratica del Kriya Yoga induce un processo naturale che porta all’eliminazione spontanea di pratiche e stili di vita nocivi. Non è assolutamente necessario essere asceti – lo stesso Yogiraj è Yogi-capofamiglia, marito, padre e nonno -, essere esperti di Yoga o seguire forzatamente alcuna regola (come lo smettere di fumare o di bere alcool), ma solo praticare la meditazione che condurrà naturalmente ad uno stato nuovo di evoluzione individuale e armonia interiore.

La tecnica. All’interno della nostra colonna vertebrale si trovano “due correnti”, una ascendente e una discendente. Attraverso l’inspirazione immettiamo energia (Prana) inserendo ossigeno, mentre attraverso l’espirazione espelliamo anidride carbonica. Con la pratica del Kriya Yoga il respiro si “allunga” molto all’interno della colonna vertebrale arricchendo il corpo con una grande quantità di ossigeno e prana. Ciò comporta numerosi vantaggi dal punto di vista fisico in quanto il corpo sta meglio e “ringiovanisce”.
A livello di pratica yogica, se si riesce ad equilibrare perfettamente inspirazione ed espirazione all’interno della colonna vertebrale, si raggiunge uno stato di pace totale ed assoluta.

Chi è Yogiraj Siddhanath. Yogiraj è uno dei pochissimi maestri di Kriya Yoga illuminati ancora in vita che è accessibile al pubblico (dove per “essere illuminati” si intende l’aver raggiunto uno stato di pace profonda oltre la mente, in cui non si è più influenzati dagli eventi della vita né dalle emozioni).  Nato a Gwailor, India, il 10 maggio 1944 da un’antica famiglia, trascorse la giovinezza in Himalaya con i grandi Nath Yogi, entrando in contatto con Shiva Goraksha Babaji (il famoso yogi citato da Paramahansa Yogananda nel suo libro “Autobiografia di uno Yogi”), che lo incaricò di diffondere gli insegnamenti per la “Pace in Terra attraverso la Pace Interiore”.  Mediante l’organizzazione internazionale Hamsa Yoga Sangh, da lui fondata, divulga il suo messaggio di pace con l’insegnamento del Kriya Yoga Kundalini.
“La pace in terra si raggiunge con la pace interiore. Solo dopo aver lavorato su se stessi e aver raggiunto un’evoluzione individuale sarà possibile aiutare e diventare strumento di pace anche per gli altri”, Yogiraj S. Tutte le informazioni sul sito www.siddhanath.it.

Meditazione e scienza. I benefici effetti della meditazione sulla struttura del nostro cervello sono da tempo oggetto di studi da parte della comunità scientifica internazionale che ne ha puntualmente confermato le proprietà.  Senza ricorrere ad un lungo elenco di pubblicazioni (disponibile per chi fosse interessato) citiamo un articolo del 2014 su Huffington Post il quale, prendendo spunto dalla rivista Scientific American che affronta il tema di come la meditazione plasmi strutturalmente il cervello, rivela i risultati di numerosi studi. Tra questi una ricerca condotta all’Università di Harvard da Sara W. Lazar ha scoperto che la meditazione contribuisce a ridurre il volume dell’amigdala, l’area del cervello che gestisce la paura, mentre all’Università della California di Los Angeles, Eileen Luders ha rilevato notevoli differenze nelle connessioni del cervello dei meditatori. Perla Kaliman dell’Istituto per le ricerche biomediche dell’Università di Barcellona, ha osservato l’azione della meditazione nel ridurre l’attività dei geni che regolano le infiammazioni.

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