Virus Zika: Oms, Cancellare le Olimpiadi? “Non ci sono ragioni di salute pubblica”

Rinviare le Olimpiadi di Rio 2016 per il rischio legato al virus Zika. Scienziati, medici, bioeticisti fra i più celebri del mondo hanno indirizzato in 125 una lettera al direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Margaret Chan, affinché si spenda per cambiare la data dei Giochi del Brasile, Paese ‘epicentro’ dell’epidemia di infezioni trasmesse dalla zanzara.

Cancellare le Olimpiadi di Rio o cambiare la location “non avrà effetti significativi sulla diffusione internazionale del virus Zika. Non c’è alcun motivo di salute pubblica per una tale decisione”. Lo sottolinea l’Organizzazione mondiale della sanità, in un avviso in risposta alle preoccupazioni del possibile aumento di casi dopo i Giochi olimpici che si terranno quest’estate in Brasile, uno dei Paesi più colpiti. Un centinaio di scienziati ha chiesto proprio all’Oms di attivarsi per il rinvio, o lo spostamento, dei giochi.

L’Oms, dal canto suo, ricorda che il Brasile è “uno dei circa 60 Paesi che continuano a riportare casi di Zika. Le persone continuano a viaggiare da e verso questi territori, per una varietà di ragioni”, al di la dei giochi olimpici. Dunque, “il modo migliore per ridurre il rischio di trasmissione rimane seguire le raccomandazioni di salute pubblica durante i viaggi”.

Più di un centinaio fra scienziati e medici di tutto il mondo aveva chiesto di spostare o rinviare i Giochi olimpici di Rio de Janeiro 2016, a seguito dello scoppio del virus Zika. Con una lettera aperta, il gruppo ha espresso la propria preoccupazione dopo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato il virus una “emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale”.

“Facciamo questo appello, nonostante la diffusa convinzione che i giochi siano inevitabili, perché troppo grandi per fallire”, dicono professori, scienziati e medici, nella lettera. “La storia insegna che non è così. Nel 1916, nel 1940 e nel 1944 le Olimpiadi non solo furono spostate ma posticipate fino ad essere cancellate”, hanno ricordato. Gli scienziati dicono che attualmente “molti atleti, delegazioni e giornalisti, sono combattuti tra il decidere se partecipare alla manifestazione sportiva che si terrà tra il 5 e il 21 agosto, o rinunciare. Inoltre si dicono d’accordo con le organizzazioni legate al controllo delle malattie che hanno raccomandato di “riconsiderare o rimandare viaggi in aree in cui la trasmissione del virus Zika è attiva”.

“Se il consiglio fosse seguito da tutti, nessun atleta sarebbe obbligato a scegliere tra correre il rischio di contrarre la malattia o partecipare ad una competizione”, scrivono i firmatari che vogliono mettere in chiaro come la loro più grande preoccupazione è la possibilità di mettere a repentaglio la salute globale, dal momento che il ceppo del virus Zika circolante in Brasile “danneggia la salute in un modo che non è mai stato visto prima dalla scienza”.

Il paese sudamericano ha subito una epidemia senza precedenti di microcefalia nei neonati di madri che hanno contratto Zika durante la gravidanza, e sono stati anche segnalati casi di adulti che hanno sofferto di sindrome di Guillain-Barre a causa del virus, che si diffonde attraverso zanzare Aedes Aegypti. Per questo motivo, viene considerato “un rischio inutile” che “500.000 turisti stranieri, provenienti da tutti i paesi, parteciperanno ai Giochi, a rischio di essere infettati dal ceppo e di fare poi ritorno nei propri paesi e causare una epidemia”. “Non è etico correre questo rischio solo per fare dei Giochi che si potrebbero fare in ogni caso, se rinviati o cambiando luogo”, concludono i firmatari, molti dei quali sono rinomati professori di etica medica.

Il primo vero contagio è la cattiva, intermittente comunicazione. Zika nella terra di Zico è uno dei “messaggi” più mal gestiti degli ultimi anni mediatici, forse perché non se ne sa abbastanza o perché qualcuno ci vuole speculare sopra. In sintonia con i problemi, le paure e le contraddizioni di un paese sotto impeachment, il virus della zanzara che minaccia la salute dell’umanità, ma soprattutto delle donne incinte, vive di scossoni, s’accende e si spegne come una lampadina mezza fulminata, lasciando intravedere qualcosa e subito dopo facendo affogare nel buio chi vi si dedica. La maggior parte delle persone interessate, gli atleti, i giornalisti, gli spettatori che avevano una mezza idea di andare in Brasile per gareggiare, lavorare, divertirsi e/o tifare, non ha i mezzi per capire se effettivamente esiste un pericolo. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha respinto l’appello presentato da 125 scienziati perché le Olimpiadi di Rio de Janeiro vengano trasferite o rinviate a causa dell’epidemia di virus Zika.

La missiva – postata anche su Facebook e Twitter e aperta alla sottoscrizione pubblica – è firmata da rappresentanti di dozzine di Paesi, incluso lo stesso Brasile, e richiede all’Oms di organizzare un panel indipendente per elaborare una raccomandazione all’International Olympic Committee, in modo che riconsideri la decisione di tenere ad agosto le Olimpiadi di Rio de Janeiro. “Vogliamo che venga aperto un dibattito trasparente sui rischi legati alla manifestazione prevista in Brasile – dice Arthur Caplan, bioeticista della New York University – e in ogni caso, se i Giochi si faranno, si sia almeno avuta una discussione franca fra esperti indipendenti”.

I Centers for Diseases Control and Prevention (Cdc) americani, però, per bocca del direttore Tom Frieden hanno escluso che ci possano essere gli estremi per cancellare le Olimpiadi. Il consiglio sanitario è quello di evitare viaggi nelle zone a rischio per le donne in età fertile o in gravidanza (dato che il virus provoca un’infezione dai sintomi lievi, ma gravi malformazioni nei feti delle donne incinte colpite), e l’uso di condom per gli uomini che si recano nei Paesi oggetto dell’epidemia.

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