VW, Dieselgate: i risarcimenti negli USA, ora l’Europa

Si è aperta da pochi minuti l’udienza davanti alla Corte Distrettuale di San Francisco, California, nella class action introdotta dai consumatori americani, nella quale VW presenterà al giudice Charles R. Breyer il piano dei risarcimenti degli automobilisti nordamericani in possesso di un’auto diesel Volkswagen: impegno a riacquistare l’auto, riparazioni per renderla conforme agli standard, risarcimenti di migliaia di dollari.

Tutt’altra musica in Europa, dove Altroconsumo in Italia, insieme alle associazioni di consumatori di Belgio, Spagna, Portogallo e degli altri paesi UE, riunite nel BEUC, hanno chiamato a rispondere la casa di Wolfsburg agli oltre 8 milioni di possessori auto – sinora senza nessuna risposta concreta, se si tralasciano tentativi di silenziare la protesta sollevata dallo scandalo, come l’episodio denunciato da Altroconsumo tre settimane fa.

In Europa e in Italia, Volkswagen approfitta di leggi meno stringenti e di Tribunali meno efficienti: gli oltre 22mila preaderenti alla class action intentata da Altroconsumo contro Volkswagen davanti al Tribunale di Venezia aspettano insieme all’organizzazione di consumatori la decisione sull’ammissibilità dell’azione. La posta in gioco è il degno risarcimento per una pratica commerciale scorretta, illegale, avendo venduto migliaia di auto con motore Diesel le cui prove di omologazione sono state falsate ad arte. Altroconsumo ha chiesto il rimborso di almeno il 15% del prezzo dell’automobile per i 22mila preaderenti all’azione risarcitoria collettiva.

Il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Del Rio, sollecitato formalmente dall’organizzazione di consumatori ad effettuare i test sulle emissioni delle auto per portare chiarezza nel mercato italiano (ne erano stati promessi 1000 appena scoppiato lo scandalo), non risponde.

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie