Facoltà scientifiche: le sogna solo il 5% delle ragazze

Solo il 5 per cento delle ragazze italiane sogna di intraprendere una carriera nell’ambito delle facoltà scientifiche. Per cambiare questa tendenza è nato il progetto Hypatia nell’ambito di Horizon 2020 un progetto dell’Unione europea.

Nonostante le facoltà delle discipline scientifiche, le cosiddette Stem (science, technology, engineering, mathematics), siano quelle che offrono la maggiore possibilità di trovare lavoro dopo la laurea sono anche le meno ambite. Il numero diventa ancora inferiore quando si cerca, tra le fila di tali facoltà, la presenza femminile. In Italia solo il 5 per cento delle ragazze in età compresa tra i 15 e i 18 anni si iscriverà ad una facoltà scientifica.

Per cercare di cambiare questa tendenza è nato il progetto Hypatia finanziato dall’Unione europea tramite Horizon 2020. Horizon 2020 è nato con lo scopo di finanziare progetti che possano far crescere l’economia e creare posti di lavoro. Ipazia è stata una matematica, astronoma e filosofa neo-platonica, è il simbolo della libertà di pensiero dopo essere stata uccisa da una folla di cristiani. Dunque, una figura rappresentativa della donna nella scienza.

Il progetto si propone di rendere più coinvolgenti e interessanti le materie scientifiche. Il modo in cui sono insegnate deve cambiare a favore si sistemi innovativi che riescano a far comprendere agli studenti tutti che le materie come matematica, fisica e, oggi ancora di più, l’informatica sono affascinanti e piacevoli. Per questo si coinvolgeranno fino a 50.000 mila insegnati e 250.000 studenti in diversi tipi di attività.

Per fare ciò, il progetto Hypazia produrrà una serie di strumenti, lavorerà con gli hub nazionali e organizzerà una serie di eventi. Ci sarà anche una campagna indirizzata agli adolescenti in tutta Europa chiamata “Expect Everything“, che si baserà sui risultati raggiunti da “Science it’s a Girl Thing“, la scienza è una cosa da ragazze.

Il Italia il progetto sarà coordinato dal Museo della Scienza e della tecnologia di Milano da tempo impegnato nell’inclusione di genere rispetto alle materie scientifiche. L’Italia è agli ultimi posti in Europa per occupazione femminile in ambito tecnico-scientifico prerogativa ancora degli uomini anche se negli ultimi quant’anni un lento progresso c’è stato, ma siamo ancora lontani dall’equilibrio tra uomini e donne.

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