L’inquinamento luminoso sta crescendo in modo esponenziale, 3/4 degli italiani non vedono più le stelle

L’inquinamento luminoso sta crescendo in modo esponenziale, un inquinamento della luce naturale prodotto dalla luce artificiale. Il problema e’ tanto diffuso da impedire ai 3/4 degli italiani di ammirare lo straordinario spettacolo notturno della Via Lattea.

L’inquinamento luminoso non crea disturbo solo agli animali e alle piante, come documentano molti studi scientifici, ma è un problema anche per l’uomo. Infatti la luce dispersa verso l’alto illumina le particelle in sospensione nell’atmosfera e le stesse molecole che la compongono: si crea così uno sfondo luminoso che nasconde la luce degli astri. Questo potrebbe sembrare un problema solo per gli astronomi e gli astrofili, che non riescono più a sfruttare la piena potenza dei loro sofisticati e costosi strumenti. Invece è un problema per tutti perché l ’aumento della luminosità del cielo notturno, impedendo la visione delle stelle e degli altri corpi celesti, ci isola da quell’ambiente di cui noi e il nostro pianeta siamo parte.

La ricerca è un frutto di un team internazionale di scienziati, per la maggior parte realizzato in Italia (3 su 9 le firme degli italiani, Fabio Falchi, Pierantonio Cinzano e Riccardo Furgoni) senza alcuno impiego di finanziamenti pubblici. Grazie all’elaborazione dei dati ottenuti dai satelliti e alla creazione di un complesso modello di calcolo, questo atlante garantisce una descrizione precisa di un problema sempre più stringente a livello planetario e del quale ancora non si conoscono completamente i possibili effetti negativi sull’uomo e sull’ambiente.

La ricerca, inoltre, giunge in un momento importante nell’evoluzione tecnologica dei sistemi di illuminazione della società moderna: la transizione verso i led. Salutati da molti come “panacea per tutti i mali”, questo studio evidenzia i grandi rischi legati ad un uso indiscriminato di questa tecnologia. La situazione dei cieli e’ stata fotografata grazie ai dati raccolti dal satellite Suomi Npp di Nasa e Noaa: rielaborati da una quarantina di computer (con un software che ha calcolato la propagazione della luce in atmosfera), sono stati poi calibrati con una serie di osservazioni da terra, raccolte per il 20% da cittadini volontari.

I dati dimostrano che, in termini di superficie, Italia e Sud Corea sono i Paesi piu’ ‘abbagliati’ del G20, mentre Canada e Australia sono quelli piu’ bui. Nell’Europa occidentale, i cieli meno inquinati sono quelli di Scozia, Svezia, Norvegia, e a tratti anche quelli di Austria e Spagna. Su scala globale, lo smog luminoso nasconde la Via Lattea ad un terzo dell’umanita’.

Le informazioni contenute nell’atlante sono molto preziose, aggiunge Falchi, ”soprattutto ora che ci troviamo sulla soglia di una transizione mondiale verso la tecnologia led che, a parita’ di luce prodotta, potra’ aumentare l’inquinamento luminoso nella parte blu dello spettro di un fattore tre”. In Europa, aree ancora perfettamente “intatte” si trovano nel nord della Scozia, in Svezia, in Norvegia e nelle siole greche meno battute dal turismo

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