Mense scolastiche: controlli a tappeto dei Nas, 1 su 4 è fuorilegge

“I controlli a tappeto effettuati dai Carabinieri del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute (Nas) nelle mense scolastiche hanno portato a risultati importanti, evidenziando diverse situazioni di irregolarità. Il monitoraggio continuerà, anche ‘a sorpresa’, essendo un’attività fondamentale per garantire la sicurezza e la corretta alimentazione dei nostri bambini e ragazzi. L’indagine è partita su segnalazione dei genitori che si lamentavano della qualità.” Così il Ministro Lorenzin ha aperto la conferenza stampa del 20 giugno 2016.

Nell’anno scolastico 2015-2016, il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute ha definito, di concerto con il Ministro della Salute, un articolato programma per l’esecuzione, in ambito nazionale, di mirati servizi di controllo presso le mense scolastiche, onde verificare le condizioni d’igiene e strutturali, la rispondenza dei menù alle clausole contrattuali previste dai capitolati d’appalto, la qualità merceologica, la quantità e i requisiti nutrizionali degli alimenti somministrati, non trascurando aspetti volti a prevenire e contrastare forme di corruzione nella pubblica amministrazione e comportamenti illeciti in genere.

La tutela di una corretta alimentazione, soprattutto per i bambini e gli adolescenti, rappresenta l’obiettivo principe delle attività ispettive, sviluppate secondo una strategia che ha visto l’attivazione dei controlli: in una prima fase tra novembre e dicembre 2015, per valutare le modalità di avvio dei servizi di ristorazione scolastica; in una seconda fase tra febbraio-maggio u.s. e, quindi, sino a conclusione dell’anno scolastico, per riscontrare, nel tempo, il rispetto delle normative di settore ed il mantenimento degli standard di qualità richiesti.

Nel complesso sono stati eseguiti n.2.678 controlli, di cui n.670 hanno evidenziato irregolarità di vario tipo, che hanno prodotto la contestazione di n.164 violazioni penali, n.764 violazioni amministrative alle normative nazionali e comunitarie, con il conseguente deferimento di n.101 persone alle competenti Autorità Giudiziarie, la segnalazione di n.487 soggetti alle Autorità Amministrative e comminate sanzioni per € 491.496,00.

Nel medesimo contesto è stata disposta la sospensione dell’attività/sequestro di 37 strutture (valore immobiliare stimato in circa 13 milioni di euro) per riscontrate carenze igienico sanitarie e strutturali. Sono state altresì sottratte al consumo oltre 4 tonnellate di derrate alimentari (prodotti ittici, carni, formaggi, frutta, verdura, olio, pane) di ignota provenienza, in assenza di idonea documentazione atta a dimostrarne la tracciabilità; custodite, in alcuni casi, in cattive condizioni igienico-sanitarie; stoccate in ambienti inadeguati; recanti termini di scadenza già superato all’atto del controllo.

Cibo bio, il Nas di Brescia ha denunciato il responsabile di una società fornitrice del confezionamento dei pasti destinati a una scuola materna, che forniva alimenti da agricoltura tradizionale anziché quelli biologici previsti dal capitolato. Mentre il Nas di Ancona ha scoperto che in un istituto agli studenti venivano serviti alimenti ‘spacciati’ per freschi: acquistati in prossimità della scadenza, venivano congelati, rietichettati e forniti alla mensa come freschi. Inoltre, i controlli hanno portato a scoprire anche (a Cagliari) 6 insegnanti di una scuola dell’infanzia che esercitavano senza titolo abilitante, mentre il Nas di Firenze ha scoperto aziende che fornivano prodotti di qualità inferiore a quella del capitolato d’appalto, come olio extravergine di provenienza comunitaria e non nazionale, pollo di classe B e non di classe A.

Inquientanti,  le scoperte del Nas di Perugia che ha messo in luce la somministrazione ai bambini di alimenti pericolosi per la salute pubblica, fra cui prosciutto cotto e frittata contaminati da listeria e stafilococchi, yogurt scaduto e pane con muffa.

Per Coldiretti, bocciate le mense scolastiche. Coldiretti ha realizzato una verifica sul livello delle mense scolastiche,dalla quale risulta come un italiano su cinque (20 per cento) abbia una valutazione negativa dei pasti serviti nelle mense scolastiche di figli o nipoti mentre il 42 per cento la ritiene appena sufficiente. Secondo Coldiretti,non sarebbe un caso che l’83 per cento degl’intervistati ritenga che si debba prestare più attenzione agli aspetti salutistici!Solo il 13 per cento ritiene,invece,che dovrebbero essere serviti i piatti che piacciono di più. Per il 52 per cento degli italiani,il costo delle mense scolastiche può essere considerato adeguato, mentre per il 25 per cento è eccessivo. In conclusione, secondo Coldiretti,per assicurare il miglior rapporto prezzo/qualità,ed educare le nuove generazioni,è necessario  privilegiare nelle mense scolastiche i cibi locali a km 0 che valorizzano le realtà produttive locali e riducono i troppi passaggi intermedi dietro i quali più elevato è il rischio di frodi e sofisticazioni.  Nelle scuole,il 35 per cento dei bambini ha un’età compresa  tra i 6 ed i 10 anni, per un totale di un milione:è la fascia di età,in cui c’è tendenza all’aumento, per i cambiamenti imposti dai nuovi stili di vista.

La tutela di una corretta alimentazione, soprattutto per i bambini e gli adolescenti, rappresenta l’obiettivo principe delle attività ispettive, sviluppate secondo una strategia che ha visto l’attivazione dei controlli: in una prima fase tra novembre e dicembre 2015, per valutare le modalità di avvio dei servizi di ristorazione scolastica; in una seconda fase tra febbraio-maggio 2016 e quindi, sino a conclusione dell’anno scolastico, per riscontrare, nel tempo, il rispetto delle normative di settore ed il mantenimento degli standard di qualità richiesti.

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