Rifiuti elettrici ed elettronici: L’Emilia-Romagna conferma nel 2015 il secondo posto in Italia per quantità raccolta

Bologna – Che fine fanno gli elettrodomestici, le televisioni, i computer, i telefoni cellulari una volta che vengono buttati via? In Emilia-Romagna la raccolta dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, i cosiddetti “Raee”, funziona.

La regione nel 2015 mantiene il secondo posto in Italia per quantità raccolta: 23.706 tonnellate, l’8% in più rispetto al 2014. In crescita anche la raccolta media pro capite, che raggiunge i 5,33 chilogrammi per abitante (erano 4,93 l’anno precedente): tutte le province della regione superano quindi l’obiettivo dei 4 chilogrammi per abitante fissato dall’Unione europea. Molto positivo l’andamento della raccolta nei primi cinque mesi del 2016: l’incremento, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, è del 29%.

Capillare e articolata la rete di raccolta, in grado di servire il 100% della popolazione: nel 2015 i Centri di Conferimento sono passati da 386 a 394, di cui 362 comunali e 32 “altri centri”, rivolti ad installatori e distributori. Quindi 8 centri di raccolta ogni 100 mila abitanti; un dato superiore alla media nazionale, che è di 6 strutture.

I dati emergono dal Dossier annuale Emilia-Romagna realizzato dal Centro di Coordinamento RAEE e illustrato oggi alla stampa da Paola Gazzolo, assessore regionale alle Politiche ambientali e Sara Mussetta, della segreteria tecnica del Centro di Coordinamento Raee.

“Il risultato rende merito innanzitutto ai cittadini della nostra regione, che si stanno dimostrando sempre più sensibili e scrupolosi nella raccolta, e al tempo stesso è frutto di precise politiche ambientali, che considerano i rifiuti una risorsa – sottolinea l’assessore Gazzolo -. La Regione si è data una legge sull’economia circolare, prima in Italia, e un nuovo Piano di gestione dei rifiuti, che mette al centro la raccolta differenziata e il riciclo di materia. In tutte le province la raccolta pro capite è superiore agli obiettivi fissati dall’Unione europea. Siamo molto soddisfatti – conclude Gazzolo – ma vogliamo fare ancora meglio nei prossimi anni, per raggiungere il traguardo che l’Europa ci pone: arrivare entro il 2019 a raccogliere il 65% delle apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse sul mercato”.

L’obiettivo è quello di occuparsi del rifiuto dalla culla alla tomba, dalla prevenzione al recupero, anche perché i Raee, se da un lato sono rifiuti particolari per il loro potenziale impatto ambientale, dall’altro rappresentano, se adeguatamente trattati, una fonte di risorse di elevato valore economico, che può essere riutilizzata nei cicli produttivi.  In questa direzione vanno le azioni finalizzate ad intercettare ancora meglio questa tipologia di rifiuti, per favorirne la raccolta: sono sempre più numerosi i contenitori per le lampadine e i piccoli elettrodomestici, come ad esempio gli asciugacapelli e i telefoni cellulari, collocati in luoghi facilmente accessibili e vicini ai cittadini, in primis i centri commerciali.

“Nel 2015 l’Italia ha registrato un deciso incremento dell’8% della raccolta dei Raee gestita dai sistemi collettivi, confermando l’andamento positivo del 2014 – spiega Sara Mussetta-. I nuovi traguardi raggiunti quest’anno dall’Emilia-Romagna confermano la sensibilità del territorio verso le tematiche dei rifiuti e rappresentano un esempio virtuoso in vista delle nuove sfide che ci pone l’Europa. Nei prossimi anni, infatti, sarà necessario uno sforzo maggiore da parte di tutti gli attori del sistema Raee. Per rafforzare il percorso intrapreso- conclude Mussetta- è necessario rafforzare ulteriormente le azioni di comunicazione diretta a cittadini e consumatori per favorire la massima consapevolezza dell’importanza della raccolta differenziata dei rifiuti elettrici ed elettronici”.

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