Vegetariani per un giorno, una scelta ecologica che aiuta il Pianeta

La domanda globale di carne si è letteralmente impennata negli ultimi anni, produrre carne comporta il consumo di tante risorse che è una vera impresa citarle tutte. L’occasione per togliere la carne dal nostro menù e magari diventare vegetariani per un giorno, potrebbe essere lunedì 13 giugno, per aderire al World Meat Free Day, una campagna di sensibilizzazione per un consumo più consapevole, e sostenibile, della carne, che dal Regno Unito ha assunto rilevanza globale.

L’organizzazione ricorda che secondo le ultime stime la popolazione mondiale toccherà quota 9 miliardi entro il 2050, il 30% in più di oggi, e se non modificherà le sue abitudini alimentari la produzione di carne dovrebbe raggiungere 200 milioni di tonnellate. Una quantità non più sostenibile dalle risorse terrestri e idriche del pianeta.

Un report della società “Plate for the Planet”, realizzato in occasione della Giornata, evidenzia che dai più giovani può arrivare la spinta al cambiamento. Anche se basato sulla popolazione britannica, dal rapporto emerge il fenomeno della “Generazione moderazione”, ragazzi fra 16 e 24 anni che sempre più spesso scelgono alternative alla carne o prodotti da filiere più sostenibili. È la scelta del 48% dei giovani fra 16 e 19 anni e del 40% dei ragazzi fra 16 e 24 anni e la motivazione è duplice: la salvaguardia dell’ambiente e la salute. Nei mesi scorsi l’Oms ha inserito le carni rosse e lavorate nel gruppo delle sostanze più cancerogene e un recente studio dell’Università di Oxford ha evidenziato che se tutto il mondo adottasse una dieta strettamente vegana si risparmierebbero 8,1 milioni di morti premature da qui al 2050, ma anche un cambiamento minore che limiti il consumo di carni rosse a circa 300 grammi alla settimana ne eviterebbe più di 5 milioni.

La Giornata “senza carne” si rifà alla stessa filosofia del “Lunedì senza carne”, il movimento dei vegetariani part-time nato nel 2009 per un’idea di Paul, Stella e Mary McCartney con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza dell’impatto ambientale che il consumo di carne ha sul nostro pianeta e di incoraggiare le persone a preservare preziose risorse naturali.

Sul sito del World Free Meat Day c’è un “contatore” col quale misurare l’impatto ambientale della rinuncia alla carne. Una famiglia di quattro persone, ad esempio, risparmia la quantità di acqua necessaria alla sopravvivenza di una persona per oltre un mese e risparmia la stessa quantità di carbonio che sarebbe prodotta da una lampadina lasciata accesa per 16 giorni. Una sola persona che rinuncia a un pasto a base di carne risparmia acqua sufficiente per l’uso quotidiano di 9 persone e l’emissione di CO2 prodotta da una teiera fatta bollire 388 volte. Un’intera classe, di 30 alunni, risparmierebbe l’acqua che serve a ognuno di loro per una settimana e una quantità di energia pari a quella che servirebbe a una tv accesa per 137 ore di fila. Un’azienda di 500 persone risparmierebbe invece CO2 in quantità pari a quella prodotta da 6 voli andata e ritorno fra Londra e Zurigo.

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