Anoressia e bulimia: malattie psicologiche da cui è possibile uscire

Le patologie legate all’alimentazione, come ad esempio l’anoressia e la bulimia, sono indubbiamente fra le più pericolose al mondo: un fattore che, purtroppo, vale anche in Italia, considerando l’altissimo numero di giovani del nostro Paese che soffre a diversi livelli di questi due problemi. Stiamo parlando di un argomento molto delicato, che dovrebbe essere sempre trattato da medici specializzati, magari con il supporto di un nutrizionista, così da individuarne con certezza le cause per porvi rimedio seguendo la via migliore e più salutare per il paziente. Vediamo dunque come affrontare l’anoressia e la bulimia, come uscirne e come evitare di ricaderci, ma prima partiamo dai dati.

Anoressia e bulimia sono due disturbi alimentari molto diffusi nella nostra società, soprattutto nei paesi industrialmente avanzati come l’Italia. Il motivo è molto semplice: la complessità della nostra società crea un aumento dello stress e, di conseguenza, la nascita di problemi psicologici che spesso sfociano in un rapporto malsano e deleterio col cibo. E se pensate che si tratti di problemi rari, è bene che sappiate che in realtà è tutto il contrario. Stando ad una ricerca effettuata dall’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione (ADI), infatti, in Italia sono circa 3 milioni i giovani affetti da queste due patologie alimentari: nella quasi totalità dei casi si tratta di donne (con circa il 96% del totale di anoressici e bulimici in Italia), mentre gli uomini affetti da disturbi alimentari sono davvero rari (circa il 4% della popolazione dello Stivale). L’anoressia nervosa porta un totale di decessi di circa il 5%, mentre la bulimia nervosa si ferma a meno del 2% dei casi.

Parlando di questo argomento è bene ribadire che disturbi di questo tipo non vanno sottovalutati, poiché sono strettamente correlati con un disagio di tipo psicologico. In questi casi si consiglia vivamente di contattare uno specialista che possa accompagnare il paziente nel suo percorso verso la guarigione. L’autocura spesso non basta, poiché dietro un’attenzione maniacale per il proprio aspetto fisico si possono nascondere sentimenti di scarsa autostima nei confronti di se stessi e sentimenti di inadeguatezza.
Se siete particolarmente sensibili a quest’argomento e siete fortemente intenzionati a intraprendere un percorso che vi permetta di approfondire temi di questo genere, e dunque offrire un aiuto concreto alle persone, un percorso professionale in psicologia è quello che fa per voi. Tra le varie offerte sul mercato esiste anche l’opzione delle università telematiche, particolarmente adatte per chi vuole affiancare lo studio al lavoro: ad esempio Unicusano offre una laurea in psicologia a Torino con corsi sia online che in sede.

Come abbiamo detto l’anoressia e la bulimia sono a tutti gli effetti disturbi alimentari dovuti a componenti psicologiche. Stando a quanto dichiarato da Massimo Vincenzi, consigliere della Fondazione ADI e coordinatore della DCA, tali disturbi derivano dalla sfera psichica e si riversano sul corpo, attraverso un abuso del cibo oppure il mancato nutrimento, per via di una proiezione del malato che vede se stesso sempre grasso e in sovrappeso. Inoltre, il dott. Vincenzi ha anche sottolineato che, oltre ad essere un problema molto diffuso fra i giovani, in grado anche di causare problemi molto gravi a livello fisico, la bulimia e l’anoressia vengono spesso sottovalutate, al punto da degenerare per via di cure inadeguate o completamente sbagliate.

Per poter guarire da malattie di questo tipo la prima cosa da fare è saper individuare le avvisaglie dell’anoressia e della bulimia è investigarne le cause per poter pianificare una strategia di cura mirata ad ogni singolo caso specifico. Per quanto riguarda i campanelli d’allarme vi è il disagio sociale e l’isolamento dai propri coetanei, seguiti da una particolare concentrazione sullo studio. Le cause sono invece da far risalire a fattori socio-culturali come ad esempio la pressione psicologica dei mass media, che veicolano l’idea della magrezza come standard di bellezza. La migliore cura possibile è offrire al paziente un percorso terapeutico multi-direzionale, che si concentri sia sulla questione psicologica, sia sulla cura del fisico attraverso una dieta mirata (nel caso della bulimia) o un’attività sportiva per aumentare la massa muscolare ed il desiderio di cibo (nel caso dell’anoressia).
Trattandosi di problemi legati ad una componente psicologica, la completa guarigione non è sempre facile: per questo motivo, il consiglio degli esperti è prima di tutto è quello di affrontare questi disturbi facendo massima attenzione ai comportamenti delle persone interessate, magari spingendoli a fare i pasti in compagnia di qualcuno, ottimo metodo per imparare a controllarsi; ma soprattutto aiutandoli ad intraprendere un percorso terapeutico mirato.

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