Balneari: Corte Ue boccia la proroga delle concessioni demaniali per le spiagge in Italia, ecco il punto 43 della sentenza

La Corte di giustizia europea ha definitivamente bocciato la proroga automatica delle concessioni demaniali per le spiagge decisa dall’Italia fino al 31 dicembre 2020, ultimo tentativo per aggirare la direttiva Bolkenstein per il mercato unico dei servizi approvata nel 2006. Ed è subito bufera politica, sul governo e l’Europa.

Tomei, Cna Balneatori: Adesso spetta alle Regioni stabilire con proprie leggi che la risorsa spiaggia non è scarsa e limitata. Le Regioni attivino subito una verifica con i Comuni costieri per acquisire il dato relativo alla disponibilità degli arenili al netto di quelle afferenti agli attuali concessionari e di quelle utilizzate per spiaggia libera e riserve marine. Procedano conseguentemente a stabilire su base regionale e attraverso i Comuni costieri al rilascio di autorizzazioni (secondo quanto stabilito nella Direttiva europea sulle concessioni appena recepita in Italia) per assicurare la continuità aziendale alle attuali Imprese balneari senza procedure comparative ”

Ecco il punto 43 della Sentenza della Corte di giustizia europea del 14 Luglio 2016: Per quanto riguarda, più specificamente, la questione se dette concessioni debbano essere oggetto di un numero limitato di autorizzazioni per via della scarsità delle risorse naturali, spetta al giudice nazionale verificare se tale requisito sia soddisfatto. A tale riguardo, il fatto che le concessioni di cui ai procedimenti principali siano rilasciate a livello non nazionale bensì comunale deve, in particolare, essere preso in considerazione al fine di determinare se tali aree che possono essere oggetto di uno sfruttamento economico siano in numero limitato.

Legambiente, Ora l’Italia dia il via ad una riforma sul demanio. “Ben venga la decisione presa oggi dalla Corte di Giustizia europea, che ha bocciato la proroga automatica decisa dall’Italia per le concessioni demaniali marittime e lacustri fino al 31 dicembre 2020. Da anni denunciamo l’anomalia tutta italiana delle concessioni senza controlli e limiti di tempo e il fatto che sui litorali italiani siano stati compiuti diversi abusi edilizi. La sentenza europea non lascia, dunque, più spazio a nessuna possibilità di rinvio e, sulla questione demanio, è ora urgente e fondamentale che l’Italia dia il via ad una riforma che punti su trasparenza, legalità e libero e gratuito accesso e transito al mare. Servono regole chiare per garantire che almeno il 50% delle spiagge siano libere e nuovi criteri per gare pubbliche che premino coloro che rispettano l’ambiente, puntando su un turismo di qualità e sostenibile. Solo così si potrà porre fine a questo far west selvaggio che non fa bene al Paese, ripristinare la legalità e la trasparenza in questo settore e restituire ai cittadini una parte di mare troppo spesso negato. Siamo inoltre pronti ad aprire un confronto con gli operatori balneari per individuare regole che, oltre a premiare le imprese che investono su qualità e sostenibilità, valorizzino quelle a conduzione familiare”, così dichiara Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente.

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