Biocarburante al tabacco, Jet volerà grazie all’invenzione Made in Italy

Il biocarburante derivato dal tabacco sarà utilizzato per alimentare un velivolo della South African Airways sulla tratta Johannesburg ­– Città del Capo. L’idea e la tecnologia alla base della produzione dei semi di tabacco Solaris sono italiane nate dalla collaborazione tra azienda privata e università.

Una sinergia quasi imprescindibile quella tra aziende e università, solo così si può portare avanti lo sviluppo economico e tecnologico di un Paese, soprattutto come l’Italia dove si trovano in abbondanza idee e “cervelli“, spesso in fuga verso nazioni dove la ricerca è maggiormente apprezzata e pagata sia dal punto di vista economico che di gratificazione personale.

Il 50 per cento del combustibile che riempirà i serbatoi del Boeing della SAA che spiccherà il volo da Johannesburg venerdì 15 luglio prossimo sarà di derivazione biologica. Una società di Imperia la Sunchem, guidata dall’imprenditore Carlo Ghilardi, in collaborazione dei ricercatori dell’Università cattolica di Piacenza, hanno messo a punto e realizzato il seme Solaris; il brevetto risale al 2007, i primi semi al 2011. Solaris è un seme non ogm, non alimentare, senza nicotina e con una produzione di olio per ettaro molto superiore ad altre oleaginose. Tra le peculiarità di questo seme vi è anche la possibilità di adattarsi a diversi climi.

L’utilizzo del biocarburante consente di ridurre le emissioni nocive per l’ambiente fino all’ 80 per cento. Oltre a ricadute di tipo ambientale se ne avranno anche di tipo occupazionale dando vita, almeno in Sud Africa, ad una filiera per la produzione di Solaris “coltivata su terreni marginali non utilizzabili per la produzione alimentare” come spiega Sergio Tommasini, direttore del gruppo ligure: “Da 1 ettaro di coltivazione di tabacco energetico potremmo avere una media di produzione di sementi da 6 a 10 tonnellate e oltre, con più raccolte durante l’anno. Il seme contiene circa il 40% di olio e dalla spremitura a freddo potremmo avere il 33-34% di olio grezzo e il 65% di panello proteico. Se ne può ricavare olio per biocarburanti e jet-fuel per l’aviazione. E, utilizzando i residui, mangimi animali e biomassa per fini energetici“.

Dopo l’impresa svizzera di Solar Impulse 2 che ha fatto il giro del mondo senza l’utilizzo di una sola goccia di carburante, grazie all’energia del Sole catturata dalle celle fotovoltaiche che ricoprono l’intero velivolo, ora è l’Italia a porre una pietra miliare nella salvaguardia ambientale con il biocarburante derivato dal tabacco.

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