Bocconi Killer: nuova ordinanza del Ministero della salute, ecco cosa fare in caso di avvelenamento

I bocconi killer “continuano a uccidere da nord a sud Italia e non risparmiano né animali domestici né selvatici, rappresentando un serio pericolo anche per la popolazione umana. In data 16 luglio 2016 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 165, Serie Generale, la nuova Ordinanza ministeriale “Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati” del 13 giugno 2016.

L’ordinanza avrà efficacia per 12 mesi, si legge in una nota della Lav, “un tempo sufficiente per approvare una legge in materia facendo recuperare alla commissione Sanità del Senato gli articoli del disegno di legge Lorenzin che sono stati incautamente stralciati”. “La proroga è un atto indispensabile per prevenire e combattere i bocconi avvelenati – dichiara Ilaria Innocenti, responsabile LAV Area Animali Familiari – Ma affinché le disposizioni dell’ordinanza siano davvero efficaci è indispensabile che le norme contenute nell’Ordinanza siano recepite in legge al più presto per renderle definitive e senza scadenza e per sanzionare adeguatamente i trasgressori.”

Tra queste, la definizione di esca o boccone avvelenato, che non è circoscritta a preparati contenenti sostanze nocive o tossiche ma “comprende anche quelli contenenti vetri, plastiche e metalli o materiale esplodente”. Vieta “utilizzo e abbandono di qualsiasi alimento preparato in maniera tale da poter causare intossicazioni o lesioni o la morte del soggetto che lo ingerisce”.

Conferma inoltre il ruolo del veterinario, che in presenza di sospetto avvelenamento dovrà darne immediata comunicazione al sindaco, al servizio veterinario dell’azienda sanitaria locale e all’Istituto zooprofilattico competente. Viene ribadito il ruolo del sindaco che, ricevuta la comunicazione, dovrà avviare immediatamente un’indagine. Inoltre, e questo è un punto nuovo, “con apposita cartellonistica dovrà anche segnalare la sospetta presenza nell’area di esche”.

E, ancora, spetterà a lui individuare le modalità di bonifica del luogo interessato entro 48 ore dalla ricezione del referto dell’Istituto Zooprofilattico “che non esclude il sospetto di avvelenamento, e non che “lo prova” come invece previsto dalla precedente ordinanza.

I veleni per cani più comuni sono la stricnina, il metaldeide, i diserbanti e i veleni contro i topi, che agiscono velocemente e, se non diagnosticati velocemente, sono letali.

Con questi veleni, infatti, dai 30 minuti alle 2 ore dopo l’ingestione il cane può presentare i seguenti sintomi:

. gli arti si irrigidiscono
. diventa incapace di mantenersi sulle zampe
.inizia a salivare eccessivamente o a respirare con difficoltà
.cade in preda a crisi convulsive, con vomito e diarrea.

Possono anche essere usati veleni emorragipari, che agiscono in modo più lento manifestandosi dopo qualche giorno dall’ingestione con emorragie interne che provocano al cane pallore delle mucose, respirazione difficoltosa e un fortissimo stato di stanchezza.

Talvolta si possono manifestare emorragie nasali, ma generalmente non c’è mai vomito. Quando si tratta invece di veleni che agiscono danneggiando il sistema gastro-intestinale, compaiono vomito e diarrea anche emorragica, con forti dolori addominali. In caso di sospetto avvelenamento del proprio animale, bisogna mettersi in contatto telefonico con il centro veterinario più vicino oppure, se presente in zona, con la Guardia Medica Veterinaria. È bene che il medico si renda immediatamente disponibile, arrivando a domicilio oppure attrezzandosi per l’arrivo del cane, avendo anche idea del tipo di emergenza da fronteggiare.

Nell’attesa del veterinario e dopo averlo consultato a riguardo, si può cercare eventualmente di far vomitare il cane: utile a questo scopo, in assenza di farmaci appositi, la somministrazione di acqua abbondantemente salata. In ogni caso non somministrare mai latte. Bisogna inoltre cercare di mantenere l’animale tranquillo ed evitare qualsiasi inutile stimolo sonoro o visivo che possa contribuire a scatenare una crisi convulsiva.

Una volta effettuato tutto quanto necessario e possibile per salvare l’animale colpito, nel caso in cui si sospetti un avvelenamento doloso, è meglio notificare una denuncia alla più vicina stazione di polizia giudiziaria della zona poi, con il veterinario, individuare il tipo di veleno che ha intossicato l’animale. Il veterinario, dal canto suo, per legge dovrà inoltrare denuncia di avvelenamento al sindaco del Comune e dovrà interessarsi per far individuare il tipo di veleno che ha intossicato l’animale.

 

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