FAO: Il cibo in eccesso del Villaggio Olimpico di Rio diventerà pasto per i poveri

Ogni anno circa un terzo della produzione mondiale di cibo finisce sprecato o perso a livello globale, e con esso tutte le risorse necessarie per produrlo: acqua, terra, input agricoli, mangimi. L’impatto sulle risorse naturali sull’ambiente è enorme: un recente studio della FAO calcola che se gli sprechi alimentari fossero un paese, sarebbero il terzo più grande produttore di gas serra, mentre circa un terzo di tutte le terre oggi coltivate producono cibo che non verrà mai consumato.

La buona notizia è che a livello globale le iniziative per combattere tale fenomeno si stanno moltiplicando. Tra queste, è stato presentato oggi alla FAO il progetto “Reffetto-Rio” alla presenza del Direttore Generale José Graziano da Silva e del Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina in occasione della prossima apertura dei Giochi Olimpici 2016 di Rio de Janeiro in Brasile.

Grazie a “Reffetto-Rio”, il cibo in surplus del villaggio olimpico di Rio de Janeiro verrà recuperato e trasformato in pasti nutrienti da distribuire gratuitamente ai i più bisognosi. Allo stesso tempo verranno organizzati corsi di cucina e sulla nutrizione a beneficio delle persone in difficoltà e dei giovani. Volontari e 45 chef da tutto il mondo sono stati invitati a partecipare. L’iniziativa nasce da un’idea di Massimo Bottura, chef stellato di fama internazionale, e fondatore di “Food for Soul” in collaborazione con David Hertz, chef e fondatore dell’organizzazione no-profit “Gastromotiva”, etrambi presenti all’evento di oggi.

“Reffetto-Rio” potrà contare sull’importante esperienza raccolta in un’ iniziativa simile, il Refettorio Ambrosiano, lanciata da Bottura durante Expo Milano 2015 che ha permesso di raccogliere cibo in surplus dai padiglioni dell’ Esposizione Internazionale per trasformarlo in pasti nutrienti per poveri e senza tetto. Esprimendo appieno lo spirito della Carta di Milano e dell’ Agenda di Sviluppo 2030, il Refettorio Ambrosiano, ancora attivo, ha coinvolto centinaia di volontari e cuochi di tutto il mondo ed ha permesso di recuperare oltre 15 tonnellate di cibo che altrimenti sarebbero andate perse.

Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina ha sottolineato che “Quella di Milano è stata una best practice, replicabile in altri Paesi, che ora ha come seconda tappa le Olimpiadi in Brasile.” Quanto fatto – e si continua a fare a Milano -, ha aggiunto il ministro “non è solo un dovere morale, è un esempio che può diventare quotidianità”. “Un mondo a spreco zero è un mondo a fame zero. Tutti dobbiamo fare la nostra parte”. Graziano Da Silva ha invece sottolineato il ruolo importante che cuochi e organizzazioni gastronomiche possono giocare, assieme allo sport, nel promuovere una nutrizione sana e nel creare consapevolezza sulle sfide per sconfiggere la fame. “Ognuno di noi puó contribuire” ha concluso. All’ evento hanno partecipato anche Pierfrancesco Sacco, Ambasciatore d’ Italia presso le agenzie dell’ ONU a Roma, e Giovanni Malagò, Presidente del CONI.

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