I forestali in piazza il 5 luglio per dire no alla militarizzazione del Corpo

Le Donne e gli Uomini del Corpo forestale dello Stato, insieme agli appartenenti di Polizia di Stato e Polizia Penitenziaria scendono di nuovo in piazza martedì 5 luglio 2016, dalle ore 10 alle ore 14 a Montecitorio per ribadire con forza il proprio dissenso su un progetto di riorganizzazione delle funzioni di polizia che si limita a prevedere l’assurdo ed anacronistico assorbimento del CFS in una forza armata e a proporre un ridicolo ed inaccettabile non-riordino delle carriere!

La fase che stiamo attraversando è particolarmente delicata e in questi giorni si decideranno sia il  diritto dei cittadini a una moderna polizia ambientale  che le nostre sorti, dal momento che il decreto che prevede la soppressione del CFS e la militarizzazione forzata del personale, una volta emesso il parere delle Commissioni Parlamentari, potrà essere definitivamente emanato nell’attuale inaccettabile formulazione.

Le organizzazioni sindacali del CFS, con voce unanime, hanno denunciato in tutte le sedi, da ultimo nelle recenti audizioni parlamentari, tutte le criticità e le pesantissime ripercussioni che tale pseudo riforma avrà sia sulle funzioni di tutela ambientale e agro-alimentare che, soprattutto, sui Forestali, sulla pelle dei quali si sta giocando una squallida e pericolosa “partita” di potere. Ora la nostra azione continua scendendo ancora una volta in piazza per costringere il Governo a riflettere sulle infelici scelte sinora fatte e criticate pubblicamente da tante voci autorevoli, quale quella, ultima in ordine di apparizione, del Capo della polizia di Stato, Prefetto Gabrielli.

Scendiamo in piazza per chiedere al Governo un confronto con le parti interessate che non hanno mai osteggiato a priori i cambiamenti ma hanno sempre cercato di contribuire a fare riforme vere ed efficaci, che sappiano coniugare risposte concrete alla reale esigenza di maggior sicurezza del Paese con il sacrosanto rispetto delle aspettative del personale! Scendiamo in piazza per chiedere al Parlamento una adeguata proroga dei termini di scadenza della delega, sia per ovviare alle tante discrasie denunciate che per approfondire la valutazione dei costi e dei risparmi di tale “ragionieristica riforma”, come suggerito anche dalla Commissione Bilancio del Senato!

Scendiamo in piazza anche con i colleghi di polizia di Stato e Polizia Penitenziaria per chiedere di avviare un confronto serio con i Sindacati affinché si definisca una vera riorganizzazione del comparto sicurezza, attraverso un percorso condiviso e rispettoso delle garanzie costituzionali, e non unamisera operazione contabile (da 5 a 4) che prevede esclusivamente l’assorbimento del Corpo Forestale dello Stato nell’Arma dei Carabinieri, la nostra militarizzazione forzata e quella delle funzioni di polizia ambientale ed agroalimentare, senza portare a lcune reale beneficio al Paese, ai cittadini e soprattutto all’ambiente, alla sicurezza agro-alimentare, nonché alla protezione delle specie animali.

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