Il Burro previene il diabete? ecco cosa ne pensano gli esperti

Il riscatto del burro, non è vero che fa male, studi scientifici lo confermano. Dopo anni di preconcetti, luoghi comuni e demonizzazione, il grasso saturo per eccellenza si riscatta. La conferma arriva da una ricerca della Friedman School of Nutrition Science and Policy della Tufts University e pubblicata su Plos One.

I ricercatori hanno analizzato i dati di nove ricerche che hanno coinvolto complessivamente 636.151 persone. La quantità di burro giornaliera mediamente consumata è risultata pari a un cucchiaio, circa 14 grammi. Durante il periodo di “follow up”, nel quale cioè i partecipanti agli studi sono stati seguiti, si sono verificati 28.271 decessi, 9.783 casi di malattie cardiovascolari e 23.954 casi di insorgenza di diabete. Ma lo studio ha riscontrato piccole o insignificanti correlazioni tra il consumo di burro, le malattie e la mortalità totale. E, anzi, verso il diabete quale sembra esserci anche un effetto protettivo che dev’essere ulteriormente approfondito e che potrebbe essere legato alla presenza di grassi del latte.

“Sebbene chi mangia burro abbia uno stile di vita e un’alimentazione peggiore, questo alimento sembra essere complessivamente neutrale – spiega l’autrice della ricerca, Laura Pimpin – ciò suggerisce che può essere una ‘via di mezzo’ tra scelte più salutari come l’olio extravergine di oliva e peggiori come ad esempio lo zucchero e l’amido, contenuti nel pane bianco e nelle patate”.

Nel 2010, l’American Journal for Clinical Nutrition pubblicava un importante studio sui grassi, concludendo che “non vi sono evidenze scientifiche convincenti sul fatto che i grassi saturi causino problemi cardiaci. Né che il consumo di grassi saturi causi l’obesità”. Secondo il Guardian, a trarre il maggior giovamento dalla guerra ai grassi saturi, sono stati i cibi prodotti industrialmente: “Se devi vendere spazzatura, assicurati che sia spazzatura light”, scriveva senza mezzi termini il quotidiano inglese.

“Il burro è una emulsione di grassi, vitamine liposolubili, D, A, E, K, minerali e acqua ottenuto dal latte bovino porta nel nome la sua origine mediterranea: deriva dal greco antico βουτυρος: formaggio bovino. È un alimento caratterizzato da una presenza complessa e varia di acidi grassi: a catena corta, monoinsaturi, saturi e polinsaturi. In particolare, l’acido butirrico, con meno di 12 atomi di carbonio”. Ma soprattutto svolge una funzione protettiva sull’intestino.

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