Razza (trigone) robot creato con cellule di ratto, si muove grazie alla luce

Biologia e ingegneria si fondono per dare “vita” ad un robot ispirato alle razze, i pesci cartilaginei noti anche come trigoni. Il robot in questione è realizzato con uno scheletro micro-fabbricato in oro e cellule cardiache di ratto, si muove grazie alla luce (cliccare sulla gif di lato).

Si tratta di un sistema ibrido quello realizzato alla Harvard University. Per creare il robot, che misura 16 millimetri di lunghezza, sono stati realizzati strati di cellule del cuore dei ratti su una impalcatura di oro e silicone; progettato per assomigliare ad una razza. I ricercatori hanno, poi, iniettato un gene nelle cellule che causa la contrazione della “cartilagine” quando esposta alla luce blu.

Non è un organismo di per sé, ma è certamente vivo“, ha detto Kevin Kit Parker professore di bioingegneria della Harvard University che ha preso parte alla realizzazione del robot. Il professor Parker intende dire che se un robot è fatto di cellule viventi ed è in grado di rispondere a stimoli esterni e ha la capacità di calcolare e coordinare il movimento lo si può definire “vivo“. Di certo, quella della natura di questo tipo di robot ibridi sarà oggetto dell’etica futura in quanto sono tanti gli esempi di robot nati dalla combinazione di cellule di esseri viventi e meccanismi.

Ne è un esempio un altro ibrido, in questo caso si tratta di una sorta di verme che striscia, realizzato da Rashid Bashir, professore di bioingegneria presso la University of Illinois. Anche in questo caso il robot è controllato dalla luce. Il professor Bashir ha affermato che la razza artificiale fa avanzare il settore emergente della robotica dei “bioibridi“, che integra l’ingegneria meccanica con l’ingegneria genetica e dei tessuti. Tra le altre applicazioni, questo lavoro potrebbe portare allo sviluppo di robot che aiutano nelle pulizie ambientali o nel trasporto merci, ha aggiunto il dottor Bashir.

Il Dr. Parker, invece, è interessato a ciò che si potrà apprendere dalla razza sul cuore umano, studiando come le cellule del cuore di ratto lavorano per fornire la spinta propulsiva al robot. La speranza è di ottenere una conoscenza approfondita di come le cellule del cuore comunicano tra loro per generare forza.

Questa ricerca si potrà applicare allo sviluppo di un pacemaker attivato dalla luce iniettando il gene fotosensibile nel tessuto cardiaco di modo che l’organo possa essere controllato con impulsi di luce. Utilizzare la luce per stimolare il cuore sarebbe “un cambiamento per l’intera industria dei dispositivi medici“, ha dichiarato il professore.

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