Ricette mediche: si torna al passato, dietro front del Governo

I malati non dovranno più pagare di tasca propria gli esami medici ritenuti non appropriati: il Governo ha appena comunicato il proprio dietro front sul famigerato decreto che tagliava il tiket per ben 203 prestazioni sanitarie e battezzato, appunto, decreto appropriatezza, si legge sul portale di informazione giuridica laleggepertutti.it . La nuova normativa prevedeva sanzioni elevate nei confronti dei medici di base che avessero prescritto delle prestazioni sanitarie non strettamente necessarie. Sicché il paziente che avesse comunque voluto procedere all’indagine non avrebbe potuto usufruire del ticket, ricorrendo così, per il 100% della spesa, al proprio portafoglio.

Il decreto appropriatezza che definiva le condizioni di erogabilità e le indicazioni di appropriatezza prescrittiva per 203 prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale a pena di sanzioni, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 20 febbraio scorso, andrà quindi in soffitta. La modifica al testo originario è contenuta in un Dpcm sui Livelli essenziali di assistenza, in attesa del via libera del Mef per stessa ammissione del ministro della salute Beatrice Lorenzin.

Risultato: da oggi i medici tornano liberi di prescrivere “tutto quanto ritengono necessario alla tutela della salute, sulla base delle evidenze scientifiche”. Ed è proprio questo il messaggio che i pazienti leggeranno, dai prossimi giorni, sui manifesti affissi negli studi privati. Viene così ripristinata, – evidenzia laleggepertutti.it –  la piena autonomia del medico di famiglia nell’indicare sulla ricetta tutte le prestazioni sanitarie che, secondo il proprio insindacabile parere, risultano necessarie al caso di specie.

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