Rio 2016: olimpiadi sostenibili? no, è allarme inquinamento

A Rio de Janeiro è allarme inquinamento nella Guanabara Bay alla vigilia dei XXI Giochi Olimpici, la cui cerimonia di apertura ci sarà il 5 agosto al Maracanà. Una quantità enorme di rifiuti galleggiante attende le prime regate per la vela l’8 agosto. Un reportage del New York Times ha mostrato non solo una quantità enorme di rifiuti galleggiante, ma anche testimoniato di un odore nausanondo che pervade tutta la zona prospicente al mare che lascia più di un dubbio sulla qualità dell’acqua stessa. A supporto dell’inchiesta foto e filmati inequivocabili con carcasse di animali in decomposizione che hanno fatto grazie alla rete il giro del mondo, provocando sdegno generalizzato.

Mancano pochi giorni all’inizio dei Giochi Olimpici, un evento dal forte impatto ambientale: a Rio saranno consumati 3,5 milioni di litri di carburante, 6 mila tonnellate di cibo e 29,5 gigawatt di energia; sbarcheranno 28.500 tra atleti e tecnici a cui serviranno 1.500 autobus; tutto ciò produrrà 17 mila tonnellate di rifiuti, ed emissioni per 3,6 milioni di tonnellate di CO2. Su quest’ultimo fronte, comunque, l’organizzazione annuncia che Rio 2016 sarà l’edizione dei giochi con il più esteso programma di mitigazione delle emissioni: compensazioni per l’equivalente di 2 milioni di tonnellate di CO2 saranno messe in opera durante le gare, attraverso progetti edilizi, agricoli e manifatturieri.

I brasiliani hanno promesso di adottare buone pratiche ecologiche in diversi settori dell’organizzazione: dalla pianificazione dei trasporti alla scelta dei materiali per le nuove costruzioni, dall’approvvigionamento del cibo che verrà consumato al riciclo dei rifiuti che saranno prodotti. Per ridurre al minimo l’inevitabile impronta ambientale dell’evento, l’organizzazione ha stretto accordi con diversi partner. Ad esempio con il Marine Stewardship Council e l’Aquaculture Stewardship Council, organismi internazionali che certificheranno le filiere del pesce e dei frutti di mare dei fornitori dei giochi. Il Forest Stewardship Council si occupa invece di certificazione della filiera del legno: i brasiliani garantiscono che il 100% del legno impiegato nelle competizioni proverrà da fonti e produzioni sostenibili. Il comitato olimpico di Rio assicura anche che in nessun caso la carne consumata ai giochi proverrà da aree deforestate per l’allevamento e che, in generale, sulla salubrità e sostenibilità del cibo disponibile durante l’evento, vigileranno non meno di 20 ONG.

Per quanto riguarda i rifiuti, a volontari e impiegati dei giochi sono state date disposizioni per produrne il meno possibile, ad esempio evitando di stampare inutilmente da computer e vietando nella sede principale bicchieri di plastica e cestini individuali. Inoltre c’è un piano per riciclare regolarmente i rifiuti organici con il compostaggio.

Il Brasile punta molto sull’ambiente e sulla bellezza del proprio patrimonio naturale: basti pensare che le due mascotte delle olimpiadi, Tom e Vinicius, sono rappresentazioni antropomorfe della vegetazione e degli animali brasiliani, e che la torcia olimpica presenta delle aperture ondulate e multicolori che simboleggiano cielo, mare, foreste e montagne del grande paese sudamericano. Alle cronache dei prossimi mesi spetta stabilire se la città carioca potrà mettersi al collo la medaglia della sostenibilità.

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