Smartphone per diagnosticare HIV, per esaminare la retina e la fertilità dell’uomo

Lo smartphone utilizzato per la diagnosi di malattie o problemi di fertilità. La tecnologia può aiutare a realizzare dei semplici esami da far analizzare sempre ad un medico, ma è innegabile che possano coadiuvare il lavoro di sanitari e specialisti soprattutto nelle zone del mondo più povere.

Lo smartphone, con alcuni accessori, utilizzato per la diagnosi dell’HIV o per contare gli spermatozoi. Sembra fantascienza eppure è la semplice realtà odierna. Può sembrare qualcosa di inutile a chi, come noi, si trova in zone dove l’assistenza sanitaria (sempre che sia decente) è data per scontata. Ci sono zone del pianeta in cui invece non è così sconata come ad esempio in alcune zone dell’Africa. In Kenia è più facile che le persone abbiano accesso ad uno smartphone che non ad acqua pulita.

Nel 2014 ricercatori del Regno Unito hanno messo a punto il Portable Eye Examination Kit (Peek) un accessorio che si collega facilmente alla fotocamera dello smartphone e che è in grado, grazie anche all’ausilio di un’applicazione dedicata, di esaminare, rapidamente e con precisione, la parte posteriore della retina. Un operatore sanitario che utilizzi Peek può visitare con precisione più di 1.000 persone a settimana e il dispositivo potrebbe essere utilizzato anche da persone non esperte nelle proprie case.

Nel 2015 gli ingegneri della Columbia University, negli Stati Uniti, hanno messo a punto un altro accessorio, a basso costo, per smartphone in grado di replicare tutte le funzioni meccaniche, ottiche ed elettroniche di un esame del sangue come in un vero laboratorio. In questo caso il dispositivo è in grado di formulare in soli 15 minuti la diagnosi per l’HIV e per la sifilide. Il dispositivo funziona eseguendo un test di immunoassorbimento enzimatico (ELISA) che cerca tre anticorpi allo stesso tempo – un anticorpo per l’HIV e due anticorpi diversi per la sifilide.

È, invece, di questi giorni la notizia relativa ad un altro accessorio per smartphone in grado di catturare, sempre grazie alla fotocamera, un’immagine o un video di 3 secondi degli spermatozoi. Un video che può essere inviato tramite mail ad un medico che può esaminarlo e capire lo stato di salute dello sperma. Si tratta di una lente in grado di aumentare di 555 volte l’immagine. Si chiama Tenga ed è già in vendita in Giappone, il suo inventore, Yoshitomo Kobori, della Dokkyo Medical University Koshigaya Hospital, spera che possa aiutare gli uomini del suo Paese a superare l’imbarazzo di una visita relativa alla fertilità e che lo strumento possa essere utilizzato anche in altre parti del mondo.

Gli smartphone, insieme a strumenti specificamente realizzati per essere utilizzati con essi, possono dare una grande mano agli specialisti e favorire esami in zone povere del pianeta, ma non solo. Non bisogna mai dimenticare che l’autodiagnosi può, e deve, solo coadiuvare il lavoro degli specialisti. Comunque, questa è la parte migliore della tecnologia.

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