Vaccini obbligatori per l’accesso ai nidi, in Emilia ora c’è la legge

Bambini all’asilo solo se vaccinati. Va in questa direzione il progetto di legge che la Giunta regionale Emilia-Romagna ha presentato. Tre sono gli assi di intervento del provvedimento: maggiore flessibilità organizzativa dei servizi, un sistema di accreditamento delle strutture educative semplice, introduzione della obbligatorietà delle vaccinazioni contro poliomielite, difterite, tetano ed epatite B per l’iscrizione.

“Con questo provvedimento- ha dichiarato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini- teniamo fede a un’altra promessa che avevamo fatto a inizio legislatura: presentiamo un progetto di legge che garantisce e accresce l’altissima qualità del servizio educativo 0/3 anni, che è un nostro fiore all’occhiello, da sempre. Spiegando le ragioni che hanno ispirato il provvedimento, il presidente ha sottolineato che “nella nostra regione vi sono due aspetti rilevanti: l’alta percentuale di accoglienza dei bimbi nei nidi e l’occupazione femminile. Credo che questo provvedimento vada nella direzione di rispondere positivamente a questi temi, rafforzando le opportunità e rispondendo alle esigenze di una società che è profondamente cambiata negli ultimi anni. Allo stesso tempo, manteniamo molto alta la qualità dei servizi e diamo la possibilità di creare nuovi posti di lavoro”.

Per quanto riguarda l’obbligatorietà delle vaccinazioni, previste nel progetto di legge per accedere ai servizi educativi 0-3, Bonaccini ha detto che “il presupposto è chiaro: abbiamo a cuore la salute dei bambini, a partire dai più deboli e dai più fragili. Dobbiamo tutelare, è nostro dovere, i bambini immunodepressi, affetti da gravi patologie, malati di tumore: vaccinando tutti proteggiamo anche loro, che ne hanno ancora più bisogno. Non vogliamo mettere vincoli inutili ma, al contrario- ha concluso Bonaccini-, garantire il massimo della salute alla nostra comunità. Siamo la prima Regione e farlo e lo facciamo con convinzione”.

“L’Emilia- Romagna è la terra degli asili nido e questo continuerà ad essere anche se- ha detto Elisabetta Gualmini, vicepresidente della Regione e assessore al welfare- occorre avere il coraggio di adeguarsi al mondo che cambia e alle esigenze molto differenziate dei giovani genitori, tenendo in considerazione anche la sostenibilità del sistema. Il progetto di legge regionale- ha spiegato la vicepresidente- si orienta verso una maggiore flessibilità nel funzionamento dei nidi e dei servizi educativi integrativi, proponendo un modello organizzativo del tipo ‘hub and spoke’: al centro il nido classico, full time o part time, con orario tradizionale, e intorno una rete di servizi più flessibili (sperimentali, domiciliari, integrativi, spazi genitori-bambini) con orari più elastici”.
“Fatemi esprimere la mia gratitudine- ha concluso Gualmini- in primo luogo verso tutti gli educatori che svolgono un lavoro appassionato e rilevantissimo per i nostri bambini più piccoli e, poi a tutti coloro che partecipano alla rete dei servizi”.

La riforma istituisce anche un sistema di accreditamento per i servizi educativi: chi vorrà ricevere finanziamenti pubblici potrà contare su un percorso più snello, assai diverso da quello vigente nel sistema socio-sanitario. Alle strutture che vogliono accreditarsi sarà infatti richiesto soltanto il progetto pedagogico, la presenza di un coordinatore pedagogico di riferimento e uno strumento di autovalutazione della propria attività. Dal punto di vista della salute, il progetto di legge introduce il rispetto degli obblighi vaccinali per difterite, tetano, poliomielite ed epatite B. E questo sarà un vincolo per l’ammissione ai servizi educativi per la fascia di età 0-3 anni. Altre importanti misure contenute nel provvedimento sono la valutazione della qualità dell’offerta, la valorizzazione della formazione e del progetto pedagogico, la semplificazione della distribuzione delle risorse per la gestione e la qualificazione dei servizi, che vengono direttamente assegnate dalla Regione ai Comuni o loro Unioni.

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