Zecche: il morso è indolore ma le conseguenze possono essere gravi, il consiglio degli esperti

Una ripresa allarmante, quella della diffusione dell’encefalite da morso di zecca. Nella metà dei casi non ci si accorge di esser stati morsi da una zecca, ma le conseguenze possono essere gravi. A lanciare l’allarme sono gli esperti della Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali (Simit), che in vista delle passeggiate nei boschi che attendono molti italiani in fuga verso la montagna, mettono in guardia: possono provocare danni permanenti, fino alla paralisi o, in alcuni casi, la morte. La meningoencefalite da zecche, o primaverile-estiva, è una malattia virale acuta del sistema nervoso centrale, diffusa soprattutto nel Nord Est Italia.

Gli esperti consigliano nelle aree interessate dalla malattia di percorrere sentieri guidati; non attraversare prati con erba alta a gambe nude; utilizzare abiti chiari; al rientro da escursioni di ispezionare attentamente le aree di cute esposta per escludere la presenza di zecche. La rimozione della zecca va effettuata utilizzando una pinzetta con un leggero movimento di trazione-rotazione. Prima della rimozione della zecca non vanno invece usati olio e alcool o altre sostanze emollienti o disinfettanti per evitare che la stessa rigurgiti, con conseguente aumento del pericolo d’infezione.

Nella saliva dell’animale infatti è contenuta una sostanza che ha un effetto anestetico. Pertanto, nel dubbio, “è indispensabile informarsi e informare sui viaggi fatti nel mese precedente la comparsa dei sintomi, così che il medico abbia tutti gli strumenti per diagnosticare la patologia”, spiega Ermenegildo Francavilla, Direttore Unità Operativa di Malattie Infettive Ospedale di Belluno e membro Simit. “In provincia di Belluno, dal 1994 ad oggi – continua – sono 194 i casi di encefalite da zecche segnalati, ovvero poco meno della metà di quelli registrati in Italia. Ma fortunatamente nessun decesso”.

Nel 70-90% dei casi la malattia decorre in maniera asintomatica. Nei casi sintomatici il tempo di incubazione variabile. L’andamento dei sintomi e’ spesso bifasico: dopo un primo episodio simil-influenzale si ha un periodo di relativo benessere della durata di 7-10 giorni, cui segue la malattia vera e propria. Il morso della zecca spesso non viene avvertito perch nella saliva dell’animale contenuta una sostanza che ha un effetto anestetico nelle ghiandole salivari. E’ opportuno che chi si rende conto di essere stato morso da una zecca prenda contatto con un medico.

In Italia le zecche possono essere causa anche di due altre malattie. La prima, la borreliosi di Lyme, che causata da un batterio, Borrelia burgdorferi, trasmessa dagli stessi vettori implicati nella encefalite da zecche ed caratterizzata tra l’altro da un’artrite ad andamento cronico. La seconda, la febbre bottonosa mediterranea, causata da Rickettsia conorii, trasmessa dalla zecca del cane ed presente in gran parte delle aree costiere del Mediterraneo. Entrambe queste malattie, a differenza della encefalite da zecche, vanno trattate con antibiotici.

Condividi questo articolo: 


AH, LEGGI ANCHE QUESTI !



 

Altre Notizie