Zika 1.048 casi in Ue, in Spagna nato il primo bambino con microcefalia da virus Zika

In Spagna è nato un bambino affetto da microcefalia associata al virus Zika. Si tratta del primo caso nel Paese, affermano le autorità sanitarie. La patologia è stata diagnosticata lo scorso maggio, ed il Vall d’Hebron University Hospital ha annunciato oggi che sia il bambino sia la madre sono in ”condizioni stabili”. La madre aveva viaggiato precedentemente in Sud America, dove aveva contratto il virus Zika. Il virus, veicolato da un tipo di zanzare, può causare microcefalia, una patologia per la quale i neonati presentano una testa più piccola e danni cerebrali. Il fenomeno si è dapprima manifestato in Brasile.

Il sito del ministero della Salute riporta che in Spagna sono stati registrati 190 casi di infezioni da virus Zika: in tutti i casi tranne uno l’infezione è stata contratta all’estero. Un caso di trasmissione sessuale è stato registrato a Madrid.

Sono 1048 in 18 paesi i casi di documentati nell’Unione Europea nel 2016, nella stragrande maggioranza dei casi dovuti a viaggiatori di ritorno dai paesi infetti confermati in Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Italia, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Slovenia, Spagna, Svezia e Regno Unito.

Il paese con più segnalazioni, si legge nella mappa interattiva, è la Francia, che ha riportato 616 casi, seguita dall’Olanda con 63 e dall’Italia con 52. Nel 4% dei casi ad essere infetta era una donna incinta. Il 99,2% dei pazienti ha contratto il virus viaggiando nei paesi colpiti e nel resto dei casi si è trattata di una trasmissione sessuale.

“Casi di Zika in arrivo da paesi con una trasmissione locale continuano a verificarsi nel’Ue, e ci aspettiamo che il trend prosegua durante l’estate – scrive l’Ecdc nel suo ‘risk assessment’ aggiornato -. Il rischio di trasmissione locale via zanzare è considerato da basso a moderato”.In Europa non è presente la zanzara Aedes Aegypti, considerata il vettore principale del virus, ma c’è la Aedes Albopictus, la cosiddetta ‘zanzara tigre’, che potrebbe essere comunque una fonte di trasmissione, anche se molto meno efficace.

Le donne in gravidanza, spiega l’agenzia, sono considerate ad alto rischio e dovrebbero evitare viaggi nei paesi colpiti, mentre altre misure vanno prese per evitare il contagio attraverso rapporti sessuali. “I viaggiatori che tornano da aree con una trasmissione in corso – scrive l’Ecdc -, dovrebbero usare il condom per almeno 8 settimane dopo il rientro. Se in questo periodo si manifestano i sintomi di Zika si dovrebbero considerare l’astinenza o il sesso sicuro per almeno sei mesi”.

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