Cannabis: Raffaele Cantone, si alla legalizzazione di droghe leggere

La legalizzazione di droghe leggere ”in maniera intelligente e controllata non è una bestemmia”. Lo ha detto il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, esprimendosi a favore della proposta di legge del sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova. Cantone è comunque contrario ad una legalizzazione totale: “Il proibizionismo sulle droghe pesanti è giusto”. Una legalizzazione che, a giudizio di Cantone, innalzerebbe il livello di controllo sanitario.

Fino a poco tempo fa – dichiara Cantone – ero assolutamente contrario all’idea della legalizzazione perché non mi convincevano gran parte degli argomenti, che servisse cioè per sconfiggere la criminalità organizzata, perché le droghe leggere sono una parte insignificante degli utili della criminalità organizzata, o che servisse per evitare una serie di problemi di salute dei ragazzi. Adesso ho un po’ cambiato posizione”.

“Questo  mi porta ad essere molto più laico – spiega cantone. Le droghe leggere rappresentano introiti insignificanti per la mafia, e credo che le droghe pesanti che rendono soldi non si potranno mai legalizzare. Ma c’è questo argomento, evitare contatti di giovani con ambienti della criminalità organizzata, e l’altro aspetto è che droghe leggere controllate probabilmente evitano interventi chimici che stanno portando anche alla tendenza all’assuefazione o al vizio. Questi due argomenti oggi mi fanno essere per molti aspetti favorevole. Con una vendita controllata e quindi in qualche modo limitata” questi argomenti “potrebbero dare un senso alla proposta”.

A fine luglio il disegno di legge ha iniziato il suo iter in Aula alla Camera, ma è stato rinviato a settembre. La maggioranza è divisa, Ncd è contrario e anche nel Pd non mancano distinguo. Presentati oltre 2mila emendamenti dalle forze politiche che si oppongono, a partire da Forza Italia e Lega. Per arrivare all’approvazione servirebbe un’intesa tra i dem e il M5S. Sul tema è intervenuto su Repubblica lo scrittore
Roberto Saviano, ribadendo le ragioni del suo sì alla legalizzazione della Cannabis e definendo “rivoluzionario” il fatto che la proposta sia arrivata all’esame del Parlamento.

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