Clima, il pianeta è sempre più caldo, nel 2015 infranti tutti i record climatici

Il Pianeta Terra sta diventando sempre più caldo. I dati della NOAA confermano la tendenza al riscaldamento globale: dagli oceani alle ondate di calore, i record climatici infranti nel 2015 sono tanti. E tutti puntano nella stessa direzione: la “febbre” del pianeta non fa che aumentare, tanto che il 2016 ha già tutte le premesse per non essere da meno. A tracciare il quadro del clima globale è un corposo rapporto della Noaa, l’agenzia Usa che monitora atmosfera e oceani, cui hanno contribuito oltre 450 scienziati di 62 Paesi di tutto il mondo.

Gli impatti correlati a El Niño sono stati avvertiti in tutto il mondo sin da metà 2015. Tra questi ci sono gravi situazioni siccità – in alcuni casi mai registrati prima – in America Centrale, nella regione del Pacifico, a Timor Est, in Vietnam, in Etiopia, e in Sudafrica. Inoltre, le inondazioni hanno colpito alcune parti della Somalia e della Tanzania, devastanti incendi boschivi sono ancora una volta riemersi in Indonesia, mentre in alcune regioni si è assistito a violente tempeste, come nel caso delle isole Fiji con il ciclone tropicale Winston.

Le conseguenze di questi disastri sono state tante, ma principalmente un grave aumento della fame e della malnutrizione, aumento delle malattie trasmesse da acqua e vettori e del manifestarsi di infestazioni parassitarie negli animali e nelle colture. Con sempre maggiore frequenza, molta gente è stata costretta a migrazioni d’emergenza, sia all’interno che oltre i confini, per la distruzione delle proprie fonti di sostentamento. Nell’incontro si è messo in evidenza che, mentre El Niño 2015-2016 ha superato il suo picco come fenomeno meteorologico, continuerà ad influenzare le temperature e le precipitazioni causando eventi estremi in diverse parti del mondo. Questa situazione pone rischi per la salute, per l’approvvigionamento idrico e per la sicurezza alimentare – e di conseguenza il numero delle persone minacciate dalla fame è destinato a crescere. Questi effetti potrebbero durare a lungo anche dopo che il fenomeno El Niño sarà diminuito.

Tra i record c’è quello della maggiore concentrazione di gas serra di sempre: il valore medio della CO2, ad esempio, registrato alle Hawaii ha superato per la prima volta le 400 parti per milione, la concentrazione più alta in 58 anni di misurazioni. Ma non solo. Anche la temperatura della superficie globale si è superata per il secondo anno di fila: oltre un grado rispetto ai livelli preindustriali. Idem la superficie degli oceani, la più calda di sempre, mentre il livello dei mari ora è di 70 millimetri più alto della media del ’93, nuovo record. Si annoverano anche la maxi riduzione dei ghiacciai di tutto il mondo e l’amplificazione degli eventi di forte siccità, aumentati dall’8% del 2014 al 14% del 2015.

Sono passati pochi mesi da Cop21, la firma a Parigi dell’accordo mondiale sul clima siglato da quasi tutti i paesi del mondo, e i cambiamenti climatici e tutto ciò che ne consegue restano un tema al centro del dibattito pubblico, e ancora di più quando un’estate come quella che stiamo vivendo, inverosimilmente calda sin dai suoi primi giorni, arriva a seguito di una primavera piovosa e con temperature quasi autunnali. I fenomeni piovosi stanno anch’essi cambiando in modo inesorabile. Nel complesso le piogge si riducono (13% in meno nel 2015 rispetto alla media degli ultimi anni), generando siccità, ma al tempo stesso aumentano i fenomeni di picco di intensità della pioggia, con eventi di precipitazioni molto intense e concentrate in poche ore, e che spesso hanno determinato effetti distruttivi e catastrofici nelle località interessate, con morti, feriti e danni economici ingenti.

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