Diete vegane o vegetariane: genitori puniti con la reclusione?

Il vegetarianismo in Italia rappresenta un fenomeno in crescita. Negli ultimi anni infatti, siamo passati da 3 a 6 milioni di persone che seguono uno stile di alimentazione in qualche modo “vegetariano”. Nulla da eccepire se la adottano gli adulti, il problema nasce quando viene imposta ai minori se non ai bambini piccoli. La dieta vegana “entra” in Parlamento con una proposta di legge, presentata dalla deputata di Fi Elvira Savino, il cui intento è impedire ai genitori di imporre ai figli un’alimentazione troppo restrittiva e priva di quegli elementi nutritivi essenziali a una corretta crescita e a un adeguato sviluppo fisico e cognitivo.

Certo la pdl firmata dalla deputata azzurra affronta quegli eccessi, segnalati dalle associazioni dei pediatri che, non di rado, hanno addirittura chiamato in causa il giudice, costretto a intervenire sui genitori per ripristinare, a colpi di sentenza, un’alimentazione. “Ormai da anni e, in modo particolare, nell’ultimo decennio – scrive la Savino nella premessa alla pdl – si è andata diffondendo in Italia la credenza che una dieta vegetariana, anche nella sua espressione più rigida della dieta vegana, apporti cospicui benefìci alla salute dell’individuo”. “Nulla v’è da obiettare – prosegue la Savino – se chi sceglie questo stile alimentare è un adulto, consapevole e capace di auto determinarsi comprendendo le conseguenze delle proprie azioni e assumendone la responsabilità. Il problema sorge, tuttavia, quando a essere coinvolti sono i minori”.

“Molte volte infatti – spiega Savino – soprattutto ai figli di genitori che seguono diete vegane o vegetariane, viene imposta a minori un’alimentazione che esclude categoricamente e imprudentemente alimenti di origine animale e loro derivati”. Per adolescenti e bambini, precisa Savino, l’alimentazione vegana o vegetariana, “è carente di zinco, ferro tipo eme (contenuto in carne e pesce), vitamina D, vitamina B12 e omega-3”, tutte necessarie per un corretto sviluppo. Non va dimenticato che la Costituzione impone ai genitori di mantenere i figli e di tutelarne la salute. Pertanto, partendo proprio dal dettato costituzionale, la pdl ha il fine di “stigmatizzare definitivamente le condotte alimentari incaute e pericolose imposte dai genitori, o da chi ne eserciti le funzioni, a danno dei minori di età”.

Si introduce pertanto una “disposizione penale speciale” con la modifica dell’articolo 572 del codice penale che punisce con la reclusione fino a un anno chiunque “impone o adotta nei confronti di un minore degli anni sedici, sottoposto alla sua responsabilità genitoriale o a lui affidato per ragione di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia, una dieta alimentare priva di elementi essenziali per la crescita sana ed equilibrata del minore stesso”. Ma se dal fatto “deriva al minore una malattia o una lesione personale permanente, la pena è della reclusione da due anni e sei mesi a quattro anni” e se infine ne consegue la morte “la pena è della reclusione da quattro a sei anni”. Le pene vengono aumentate di dodici mesi qualora le condotte ivi sanzionate siano adottate nei confronti di minori di anni tre.

In questa variegata galassia, quale può essere l’impatto nutrizionale su delle fasce d’età tanto delicate come l’infanzia e l’adolescenza?. Diete vegetariane molto restrittive (vegana, macrobiotica, fruttariana) o improvvisate e non bilanciate espongono al rischio di carenze importanti, soprattutto nei bambini, che possono andare incontro a carenze di ferro, zinco, calcio e vitamine del gruppo B (specialmente B12), a causa del contenuto scarso o poco disponibile di questi nutrienti nei vegetali. Ma diete latto-vegetariane o latto-ovo-vegetariane ben bilanciate non portano affatto a questi rischi, anzi diversi studi mostrano perfino un migliore accrescimento ed un minor numero di anemie da carenza di ferro nei bambini cresciuti seguendo quegli stili nutrizionali.

Ecco perché chi le segue obietta, con cognizione di causa, che un’alimentazione vegetariana bilanciata e non restrittiva ha un effetto protettivo verso tante malattie, come l’obesità (l’indice di massa corporea degli adolescenti vegetariani risulta minore rispetto quello dei coetanei), le malattie cardiovascolari (colesterolo e omocisteina sono più basse nei vegetariani), il diabete dell’adulto, il cancro, l’osteoporosi, le malattie renali e la demenza senile. C’è poi un altro aspetto interessante da notare, e cioè che i bambini e gli adolescenti vegetariani presentano un’alimentazione sostanzialmente più attenta rispetto ai coetanei onnivori, e questo non solo per l’ovvio e necessario maggior consumo di frutta e verdura, ma soprattutto per la minore assunzione di snack salati, merendine, dolci vari e cibi pronti, nonché per una migliore cultura nutrizionale, necessaria proprio ad evitare carenze e squilibri.

Considerato tutto ciò, qualora ci si voglia avvicinare coi propri figli a questi stili alimentari, è necessaria una giusta e necessaria valutazione dei pro e dei contro degli aspetti nutrizionali e filosofici . Se la decisione di abbracciare uno stile di vita e di pensiero appartiene solo alla famiglia, per la valutazione nutrizionale è fondamentale che vi sia un’attenta collaborazione da parte un pediatra nutrizionista, dati i numerosi fattori da prendere in considerazione per salvaguardare e promuovere la crescita e la salute del bambino e della sua famiglia.

Il pediatra nutrizionista dovrà valutare gli apporti in macro e micronutrienti per specifico genere di dieta vegetariana e dovrà quindi aiutare e consigliare la famiglia ad elaborare degli schemi nutrizionali equilibrati ed eventualmente prescrivere anche delle integrazioni, così da ridurre il rischio di carenze franche o subcliniche, e ottimizzare, in sicurezza, quei vantaggi per la salute di cui si è detto.

Condividi questo articolo: 


 

Altre Notizie