Goletta Verde: Friuli-Venezia Giulia, ancora criticità alle foci di fiumi e canali

Cariche batteriche ben al di sopra dei limiti consentiti dalla legge per tre degli otto punti campionati dai tecnici di Goletta Verde lungo le coste del Friuli-Venezia Giulia.

Nel mirino ancora una volta foci di fiumi e scarichi: per il terzo anno consecutivo ricevono un giudizio di “fortemente inquinato” le acque prelevate allo sbocco del canale via Battisti (incrocio largo Caduti per la libertà) a Muggia; mentre vengono giudicate “inquinate” quelle alla foce del fiume Isonzo a Grado e alla foce del fiume Stella a Precenicco. Ma i pericoli non arrivano solo dalla cattiva depurazione: a preoccupare sono anche i reati – dal cemento illegale, alla pesca di frodo – che le forze dell’ordine e le Capitanerie di porto hanno intercettato nel corso del 2015 lungo le coste regionali con una media 2,4 reati per ogni chilometro di litorale. Legambiente chiede quindi a Regione e amministrazioni comunali di verificare le situazioni di criticità ancora presenti sul fronte della depurazione e allo stesso tempo di intensificare i controlli contro chi continua a deturpare una delle maggiori risorse di questo territorio.

Sono i dati che emergono dal consueto monitoraggio estivo di Goletta Verde. L’imbarcazione di Legambiente per due mesi ha percorso tutta la costa italiana dalla Liguria al Friuli Venezia Giulia. Ha prelevato campioni di acqua in 265 punti, uno ogni 28 km di costa, e li ha sottoposti ad analisi microbiologica, alla ricerca di enterococchi intestinali o escherichia coli. I punti di prelievo sono stati selezionati grazie al lavoro dei circoli di Legambiente e alle segnalazioni dei cittadini. Si distinguono positivamente la Sardegna e la Puglia, con poche criticità. In alto Adriatico la situazione migliore si registra in Veneto.

Le situazioni più critiche si trovano nelle Marche e in Abruzzo, regioni penalizzate anche dall’elevato numero di corsi d’acqua che sfociano in mare, e in Calabria, interessata nelle ultime settimane da diverse proteste da parte delle comunità locali per “mare sporco” e da interventi delle forze dell’ordine per irregolarità nella depurazione. La regione con più punti inquinati è la Campania (20), seguita da Calabria (18), Sicilia (17), Lazio (16) e Liguria (16).

“Rispetto agli anni precedenti la situazione dell’inquinamento è confermata – ha commentato il responsabile scientifico di Legambiente, Giorgio Zampetti -. Non abbiamo riscontrato miglioramenti o peggioramenti significativi, il che per noi è un dato negativo. Sui problemi cronici, i punti dove da 5 anni si riscontra un forte inquinamento, non è cambiato nulla”.

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