Trapianto senza precedenti a Torino: cuore artificiale salva la vita a Nicole, nata con un solo ventricolo

Nicole, 5 anni e un cuore con un solo ventricolo. Un cuore a metà che non riusciva a sostenere il carico dell’apparato cardio-circolatorio che l’ha costretta ad un intervento per il trapianto del muscolo cardiaco. In attesa che le fosse donato un cuore nuovo ha vissuto per 60 giorni con un cuore artificiale, una terapia senza precedenti al Regina Margherita di Torino le ha salvato e donato la vita.

Una malformazione congenita ha costretto Nicole e la sua famiglia a lunghi mesi in ospedale, alla circolazione extracorporea e, infine, ad un trapianto. Un solo ventricolo con vasi mal posti per il piccolo cuore di una bambina di 5 anni che ha saputo affrontare tutto questo insieme alla sua famiglia: la gemella di Nicole, il fratellino e, naturalmente, mamma è papà.

Lei lo voleva fucsia con i brillantini, “purtroppo” le è stato donato uno rosso che lei diceva di avere già. Ma il suo non funzionava bene per cui è avvenuto il cambio. Dopo una serie di interventi la bambina doveva tornare a casa quando il suo cuore a metà ha smesso di battere. Due ore di rianimazione ed è tornato il battito, ma metà cuore non basta a Nicole ed è dovuto intervenire il cuore artificiale che in genere si tiene attaccato per 15 giorni, lei lo ha tenuto con sé per ben 60 giorni.

Agganciata al tubo se ne andava in giro per il reparto con il macchinario facendo finta di fare la spesa e giocando a turno con la gemella e il fratellino. Quel cuore meccanico le ha garantito di andare avanti con i suoi canti e balli grazie all’equipe del dottor Carlo Pace e Gabriella Agnoletti, che hanno dovuto utilizzare una tecnica nuova per adattare una circolazione funzionante con un solo ventricolo al cuore artificiale.

Nicole è entrata in sala operatoria cantando “Let it Go di Frozen” dice la madre, pur cosciente della sua malattia e che stava per ricevere un nuovo cuore. Anche il trapianto è andato bene e tra qualche mese inizierà ad andare a scuola. Una bambina con il cuore a “metà” , tanto le è bastato per avere il coraggio di andare avanti e affrontare 8 mesi di ricovero e le varie operazioni subite fino al trapianto.

Cosa potrà fare, ora, con un cuore intero si potrà scoprire solo con gli anni, di certo non starà ferma ad aspettare la vita, ma l’affronterà con coraggio e determinazione la stessa che l’ha portata a superare questo brutto periodo. Quella di Nicole non è la storia di un cuore a metà, ma quella di un grande cuore (anche se non fucsia come avrebbe voluto), così grande da amare la vita nonostante tutto.

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