14 fatti sul sonno che sono completamente sbagliati

Si dice sonno ristoratore, vuol dire mettere il proprio corpo in uno stato di sospensione della coscienza per recuperare le energie fisiche e psichiche. Molti i fattori che influiscono sulla capacità di dormire: stress, rabbia, preoccupazioni. Ognuno ha le proprie tecniche e convinzioni su quali siano i metodi migliori per prendere sonno facilmente, vediamo quali sono le comuni convinzioni sul sonno che sono sbagliate.

1. Tutti devono dormire almeno 8 ore

Non occorre il cronometro. Le ore di sonno necessarie per riposare bene sono un fattore che varia da individuo a individuo ed è influenzato dal tipo di attività, dalla genetica e dall’età. Ad alcuni occorrono otto ore di sonno ad altri sette, nove o anche quattro ore. Ad esempio, Leonardo Da Vinci dormiva 20 minuti ogni 4 ore di attività che in totale significa 120 minuti di riposo, con un ciclo di sonno polifasico tipico dei neonati, e 22 ore di attività.

2. L’alcool aiuta a dormire

Anche se può provocare sonnolenza, qualche bicchierino potrebbe effettivamente disturbare il sonno. Uno studio australiano ha scoperto che le persone che bevono alcolici prima di coricarsi tendono ad avere certi schemi nel cervello coerenti con il sonno disturbato. Quindi, anche se addormentate non beneficiano di alcun effetto positivo.

3. È possibile recuperare il sonno

A chi non piace l’idea di dormire fino a mezzogiorno nei fine settimana. La conseguenza, però, è solo il caos sul vostro orologio interno. Il modo migliore per impedirlo? Cercare di dormire abbastanza ogni notte più o meno alla stessa ora.

4. La privazione del sonno non rovina la salute

Non basta una notte insonne, ma la privazione del sonno può contribuire ad alcune condizioni di salute piuttosto gravi quando è cronica. La privazione del sonno è collegata ad un aumentato del rischio di malattie come il diabete, l’obesità, malattie cardiache e ictus. Ma anche nel breve periodo, è possibile notare alcune conseguenze negative, come la vista offuscata, sbalzi d’umore e mal di testa.

5. Bere latte caldo può aiutare a dormire

Il latte contiene il triptofano, un composto che il nostro corpo converte in sonno influenzando la chimica del cervello agendo sulla serotonina. Ma il latte non ne contiene abbastanza – 10 volte in meno rispetto alla quantità necessaria – perché possa aiutare ad addormentarsi.

6. I pisolini durante la giornata non aiutano

I pisolini durante la giornata non aiutano ad addormentarsi di notte. I ricercatori affermano che un solo pisolino al massimo di 20 minuti può aiutare le persone a sentirsi più attente durante la giornata. In più, un breve pisolino migliora la memoria, le prestazioni mentali e il sistema immunitario.

7: Si può sognare solo durante la fase REM

Contrariamente alla credenza popolare, si può effettivamente sognare durante tutte le fasi del sonno. Le due fasi principali sono REM (rapid eye movement) e non-REM. Anche se si sogna durante entrambe le fasi, i sogni durante la fase non-REM sono diversi, secondo gli esperti. I sogni durante la fase non-REM sono generalmente legati a eventi quotidiani, mentre i sogni della fase REM tendono ad essere di tipo fantastico.

8. Contare le pecore aiuta a addormentarsi

Se avete difficoltà a dormire regolarmente, questo metodo potrebbe peggiorare la situazione richiedendo ancora più tempo per addormentarsi. Uno studio su 41 persone con insonnia ha dimostrato proprio questo, alcune notti i soggetti erano invitati a contare le pecore e in altre a non farlo. Il risultato è stato che quando si contano le pecore ci vuole più tempo per addormentarsi. Il modo migliore per addormentarsi in fretta è quello di pensare ad immagini rilassanti.

9. Se si sveglia un sonnambulo potrebbe morire

Se si sveglia un sonnambulo è molto probabile che sarà sconvolto e confuso. Ma sicuramente non morirà. Questo perché il sonnambulismo spesso avviene quando qualcuno sta sperimentando il sonno profondo, che rende difficile svegliarlo. Il sonnambulo impiega più tempo per prendere pienamente consapevolezza dopo aver ripreso conoscenza.

10. Se si muore nei sogni, poi si muore nella vita reale

Ovviamente è una sciocchezza. Questo mito segue a ruota l’idea sbagliata che si possa uccidere un sonnambulo. Gli scienziati lottano ancora per capire il motivo per cui abbiamo tanto bisogno di dormire, essere incoscienti per ore avrà reso i nostri antenati vulnerabili ai predatori.

11. Il sonno REM è il tipo più puro di riposo

Il sonno REM è la fase uno del sonno in cui il nostro cervello e il corpo si comportano quasi come se fossimo svegli. Il primo ciclo REM di solito arriva circa 90 minuti dopo essersi addormenti ed è identificato da un aumento della frequenza cardiaca, un aumento della pressione sanguigna e gli arti paralizzati temporaneamente. La fase più irrequieta e ristoratrice del sonno, in realtà, avviene durante il sonno non-REM.

12. Le persone sotto anestesia dormono

Solo perché si è in uno stato di incoscienza non equivale ad essere addormentati. Quando abbiamo dormiamo, il cervello produce certi tipi di onde cerebrali. Quando siamo sotto un anestetico, tuttavia, il cervello difficilmente emette alcuna onda cerebrale, questo distingue nettamente il sonno regolare dall’anestesia. In realtà, l’anestesia è più simile a un “coma farmacologico reversibile” che al sonno notturno.

13: L’insonnia significa che si ha difficoltà ad addormentarsi

L’insonnia è uno dei tanti disturbi del sonno, ma non significa necessariamente avere difficoltà ad addormentarsi. Circa una persona su tre soffre di una qualche forma di insonnia lieve, il che potrebbe significare una delle seguenti cose:

  • Svegliarsi troppo presto e non essere in grado di riaddormentarsi;
  • Svegliarsi frequentemente durante la notte;
  • Svegliarsi senza sentirsi rinfrescato;
  • Difficoltà ad addormentarsi.

14: Gli anziani hanno bisogno di meno ore di sonno

Gli anziani tendono a dormire per un tempo più breve di notte e a svegliarsi presto al mattino, ma questo non significa necessariamente che hanno bisogno di dormire meno. Le persone anziane tendono a svegliarsi di più durante la notte, nel senso che tendono ad essere meno riposati rispetto a se fossero rimasti addormentati.

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